Raggiungimento della felicità e conatus


Uno degli obiettivi di Spinoza è dare un insegnamento che dica come bisogna agire per conseguire la felicità, che per Spinoza è lo scopo della filosofia stessa.
Per il raggiungimento della felicità è necessario seguire un percorso che ha come punto di partenza le passioni. Le passioni fondamentali secondo Spinoza sono la gioia e il dolore, dalle quali si generano a loro volta l’amore e l’odio, grazie all’intervento di una causa esterna, che è l’oggetto del mio amore o del mio odio e quindi la causa della mia gioia o del mio dolore. Tutti quanti i sentimenti si generano poi secondo lo stesso meccanismo.
Le passioni sono la conseguenza del conatus, ovvero sforzo, impegno, la tendenza presente in ciascuno di noi a conservare il proprio essere sempre con le medesime caratteristiche. Questo sforzo di autoconservazione costituisce l’essenza stessa delle cose e si esprime nella conservazione del nostro essere e nel suo potenziamento. Esso si accompagna a un’idea che può essere confusa oppure chiara e distinta.
- Se il conatus si accompagna a un’idea confusa abbiamo di fronte una passione
- Se il conatus si accompagna a un’idea chiara abbiamo a che fare con la volontà
Dato che le passioni si accompagnano a un’idea inadeguata che depotenzia il conatus è necessario facendo uso della ragione liberarsi dalle passioni, al fine di raggiungere un’idea adeguata. Procedendo in questo modo si raggiunge la virtù, ovvero la felicità che è la virtù stessa. La condotta virtuosa, la virtù morale è la stessa felicità. Tuttavia il superamento delle passione non è un giudizio di condanna morale per le passioni stesse, che per Spinoza sono parte della condizione naturale dell’uomo.
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