Il pensiero di Schopenhauer costituisce una chiara e precisa reazione al razionalismo di Hegel. Per egli la realtà è una volontà cieca e irrazionale, questo spiega l’esistenza del dolore e l’assurdità dell’esistenza. Un delle sue opere più importanti è Il mondo come volontà e rappresentazione. Schopenhauer fa una distinzione tra le grandi masse dell’umanità e i pochi individui che possono mettere in pratica il suo pensiero e scegliere di prendere una via diversa da quella delle grandi masse.
Egli sostiene che il mondo è una “sua rappresentazione” dove si arriva tramite la conoscenza comune e tramite la conoscenza scientifica che come base ha il principio di ragion sufficiente è il principio su cui si fondano la conoscenza comune scientifica e che mostra la necessità della concatenazione causale. Ogni effetto alla propria causa. L'essere umano in comune con gli animali i sensi e l'intelletto mentre ha soltanto sua la ragione. Il principio di ragion sufficiente opera nella nostra conoscenza e consente di ordinarla in un sistema io opera nella realtà a noi conosciuta. Il principio ci impiega sia ordinare i nostri giudizi sia nei concatenamenti che scopriamo nelle relazioni degli oggetti reali.

Schopenhauer è un materialista, scientistica e deterministica. Egli si chiede se resta qualcosa al di fuori della realtà e della concezione. È una domanda che riguarda non le cose ma il senso delle cose. La risposta è positiva ma non ha una soluzione religiosa neppure una soluzione filosofica di tipo idealistico egli individua ciò che resta al di là del mondo della natura delle scienze e dell'esperienza comune qualcosa che non si tocca cioè la cosa in sé che egli definisce volontà. Il principio metafisico della realtà si sottrae a ogni causa e quindi ogni possibilità di conoscenza razionale la volontà. In senso filosofico si distingue dagli atti di volizione quotidiani che sono sempre determinati da una causa cioè conoscibili tramite la ragione e la scienza. Per individuare la volontà egli la scova nella spinta dell'autoconservazione sia delle specie animali e sia dell'individuo cioè degli esseri umani.
La volontà è qualcosa che non si vede e non si tocca sta dietro e dentro a ogni corpo nel mondo umano sta nei genitali la ragione invece sta nel cervello. La volontà nella sua spinta irrefrenabile è un impotente verso la conservazione della vita e provoca nel mondo una conflittualità permanente la cui condizione naturale è resa sempre più complessa e generale a opera della ragione e della conoscenza, da qui si può capire il pensiero pessimistico di Schopenhauer. Nell'opera “Il mondo come volontà e rappresentazione” viene prospettata da una parte il mondo come insieme di rappresentazioni dall'altra la volontà cosmica in forme diverse. Schopenhauer sostiene che la realtà sì basa su un dualismo radicale da una parte abbiamo la realtà in senso pieno o sia la volontà dall'altra il fenomeno che viene chiamato rappresentazione. Un altro riferimento fondamentale è il pensiero di Platone Schopenhauer si ispira al pensiero orientale il mondo quindi è rappresentazione cioè un insieme di oggetti conosciuti da un soggetto. Egli sosteneva che alla sua morte il mondo cessa di esistere dal momento che esiste soltanto se lui lo conosce. I primi due livelli dell'esperienza sono comuni sia agli esseri umani e sia animali.
 La sensibilità è fondata sulle forme a priori di spazio e di tempo e fa conoscere gli oggetti come singoli
 L’intelletto è fondato su categorie a priori della casualità e fa conoscere le relazioni e connessioni causali tra gli oggetti.
Schopenhauer chiama concessioni intuitiva quella parte di conoscenza che è comune agli esseri umani e anche animali mentre propone una concezione evoluzionistica della natura trasformatisi dalle forme più basse a quelle più alte rappresentate dall'essere umano. Il mondo ha avuto consapevolezza di esistere quando il primo occhio si è aperto sul mondo. Il terzo livello posseduto dagli esseri umani e li distingue da quelli animali e la ragione. Gli animali vivono soltanto nel presente l'uomo vive anche nel futuro e nel passato. La ragione ha a che fare con concetti mentre la conoscenza ti viene sempre prodotta dalla ragione, non è intuitiva ma è astratta o riflessiva. La sfera d'azione della ragione comprende il linguaggio articolato collegato dalla logica e la sfera della condotta pratica con le sue virtù.
 Il sapere che organizzazione delle conoscenze che sono state acquisite nei primi due livelli dal senso e dall'intelletto e che vengono distinte tra vero e falso
 La scienza ordina e gerarchizzati patrimonio del sapere umano.
La filosofia è l'attività più elevata del essere umano nasce e dove finisce la scienza. Egli si chiede soltanto i significati ponendo domande sul perché e sul senso del mondo. È la filosofia che subentra alle scienze avventurandosi o oltre i
loro confini. La filosofia quindi nasce quando ci si pone la domanda se ci sia qualcosa di altro un di più. E la domanda metafisica per eccellenza che Kant aveva indicato come naturale pur non avendo risposta.
Schopenhauer a differenza di Kant ritiene che le risposte siano possibili basta osservare con occhi diversi il nostro corpo andare oltre la conoscenza sensoriale intellettiva e scientifica e solo facendo questo troveremo la volontà. La volontà come noumeno o cosa in se non è dimostrabile mentre per Schopenhauer visto che non dipende dal principio di ragion sufficiente ed è fuori da spazio, tempo e casualità è una verità immediata anzi la verità della filosofia per eccellenza. Soltanto grazie al corpo il filosofo può conoscere la volontà essa infatti è la cosa in sé del corpo e la volontà che ognuno di noi è in grado di conoscere in maniera immediata.
Le vie di liberazione dalla volontà sono essenzialmente due quella più nota è
 L'esperienza estetica e dell'arte
 Quella più stabile sono i diversi livelli di via etica che portano a nulla.
La liberazione dal mondo come volontà e come rappresentazione è un percorso nichilistico nel senso che non ha come scopo l'aldilà ma il nulla. Schopenhauer infatti ricorre a Platone per liberarsi dalla volontà e dalla sofferenza che essa causa. L'esperienza mistica è quella consentita al genio, all'artista è lui l’individuo eccezionale e vive l'esperienza di contemplazione estetica e diffusione con l'idea. Artista vede nelle cose o attraverso le cose l'arte infatti è produzione delle idee.
Schopenhauer da inoltre un posto e un ruolo speciale alla musica questa infatti si differenzia da tutte le altre perché la musica non produce idee ma è riproduzione della stessa volontà. L'esperienza dell'arte pur essendo un esperienza di liberazione dal mondo e anche dalla volontà è qualcosa di eccezionale perché riguarda pochi esseri umani e perché è un'esperienza temporanea. La liberazione definitiva va cercata nella sfera dell'agire nella condotta umana individuale. Secondo Schopenhauer “ogni vivere è per essenza un soffrire” la colpa maggiore è quella di essere nati. La volontà umana invece si scontra con le necessità della natura che non hanno alcun riguardo per i nostri desideri o bisogni. La volontà umana si manifesta nella sfera della sessualità è la volontà di vivere e di conservarsi sia come specie e sia come individui.
La volontà costituisce la nostra essenza si manifesta in senso cosmico secondo Schopenhauer la condizione naturale umana è l'egoismo, non è condannabile ma è un'offesa quando tocca gli interessi che danno luogo alle reazioni. L'intervento della conoscenza da inizio al percorso di progressiva limitazione del potere della volontà. È proprio l’astuzia a limitare lo strapotere della volontà di vivere. Nella giustizia ci sono delle fasi successive tra cui l'amore la compassione l'astinenza sessuale l’scesi la santità.
 L'amore è un qualcosa di più della giustizia che si configura come dono.
 La compassione è rivolta a tutti i nostri simili.
 L’ascesi nega la volontà di vivere in maniera più completa e tende a non soddisfare inoltre è povertà volontaria digiuno e gioia per la morte ma non ha volontà suicida. L’scesi è uguale alla santità, si può tornare indietro
 La santità è l’ascesi scelta come viene via definitiva di negazione della volontà. Ascesi e santità portano alla negazione più alta e totale della volontà è una negazione che ha come risultato o conseguenza il nulla, infatti viene negato il mondo che ne è rappresentazione.
Schopenhauer è consapevole di queste conseguenze radicale nichilistiche e sostiene che se non c'è più volontà non c'è più rappresentazione e non c'è quindi più il mondo. Il nulla è la vittoria della conoscenza

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