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La cosa in sé

Schopenhauer affermò di voler riprendere la filosofia kantiana nello studio del fenomeno e del noumeno, ma, ovviamente, né modifico i caratteri distintivi.

Per Kant
Il noumeno è la cosa in sé: non si ferma nello spazio e nel tempo; è un principio che pur essendo nelle cose, non è nelle cose stesse (Dio, anima, natura, libertà). Il noumeno è tutto ciò che è legato al mondo con il pensiero, ma non è verificabile o registrabile con i sensi, cioè qualcosa di trascendente.
Il fenomeno è effettivamente conoscibile.

Per Schopenhauer
La cosa in sé non è oggettivamente presente, è qualcosa di apprendibile in maniera soggettiva. (conoscenza soggettiva).
Il fenomeno è una rappresentazione illusoria.

Il noumeno: la vera realtà è la cosa in sé, non come oggetto bensì come cammino soggettivo, ove è il soggetto stesso impegnato nella ricerca della verità.


Schopenhauer comprende così di esser stato ingannato, ma grazie al suo corpo è in grado di capire la verità. Il corpo è, infatti, spinto dalla volontà, una forza cosmica, infinita, che non potendo esprimersi in quanto infinita, si manifesta negli uomini (nei corpi), si fa finita e governa.
Si ottengono così due aspetti del mondo (dualismo)secondo cui il Mondo è:

- Rappresentazione: il mondo è prodotto dal soggetto quando usa le tre forme a priori (spazio, tempo e causalità). Costruiamo una scienza, ma è un’illusione! È sufficiente prestare attenzione al nostro corpo per capire che c’è qualcosa di non dimostrabile scientificamente.

- Volontà: il mondo è visto come volontà di vivere, che abbraccia tutte le cose che chiedono e manifestano la volontà di vivere. Questa volontà è:
- irrazionale;
- è la cosa in sé;
- libera;
- è una e molteplice;
- è volontà di vita;
- è cieca (non ha un disegno preciso);
- infinita;
- irrazionale.

La prima oggettivazione della volontà avviene nelle idee, la seconda nei singoli corpi:
- la volontà soffre all’interno di un corpo finito, vuol tornare alla sua condizione infinita e cerca di manifestare la sua sofferenza attraverso il dolore;
Soddisfatto un desiderio, si ha subito il desiderio di soddisfarne un altro. Appagato il desiderio, si giunge alla noia.

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