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Rousseau (1712- 1778)

Opere politiche: Discorso sull'ineguaglianza (1754), il Contratto sociale(1762)
Sostiene un tipo di democrazia che si rifà alla tradizione repubblicana antica, dalla forma pura ed autosufficiente. È un tipo di istituzione politica possibile solo in piccoli stati (Ginevra/ Venezia) poiché non prevede la rappresentanza; tutto il popolo, o almeno una parte di esso, deve esercitare direttamente il potere di governo e dunque tra i cittadini sono più numerosi i ministri (legislatori), rispetto ai privati. Ma con il potere di governo Rousseau non si riferisce al semplice potere esecutivo, al contrario egli dice che una buona repubblica (ed in questo si discosta dalla tradizione democratica) non è quella dove il popolo governa direttamente, ma quella dove tutti i cittadini esercitano collettivamente il potere legislativo, lasciando la sua esecuzione in mano a magistrati da loro eletti. La democrazia è l’unico regime politico in grado di conservare la libertà degli individui, poiché attraverso il contratto sociale essi formano un’associazione politica, rinunciando al diritto di governarsi da se (Stato di natura), ma riacquistandolo in maniera fortificata perché non dipenderanno da nessun altro se non da una comunità politica di cui essi stessi fanno parte. Rousseau non parla di un monarca, ma di una comunità dove ogni cittadino dipende solo dalla collettività politica di cui è membro. La libertà che acquisiscono è una libertà politica che consiste nell'obbedienza alla legge che loro stessi si sono dati, i cittadini sono sovrani in quanto legislatori. La libertà caratterizza per natura l’uomo, è un tutt'uno con la sua responsabilità razionale e morale delle proprie azioni, dunque i cittadini non potrebbero scegliere un regime non libero, se lo facessero andrebbero contro la loro natura. Nessun regime non democratico è legittimo, nemmeno quello rappresentativo. L’alienazione totale dei diritti fa sì che ognuno li ceda al corpo collettivo; in ciò Rousseau si distingue dal liberalismo ed i particolare da Locke che sosteneva la preesistenza dei diritti naturali nell’uomo, tanto che essi vigevano anche dopo l’istituzione del società civile. Rousseau pone il primato della sovranità popolare sui diritti individuali. Sostiene che l’alienazione sia necessaria per costituire un piano di parità, se gli individui tenessero per loro alcuni diritti ciò porterebbe alla disunione ed alla guerra. Il concetto chiave di questa democrazia è l’esistenza di una volontà generale, così definita perché mira all’interesse comune, di cui la legge deve essere espressione; essa non è altro che una somma delle volontà particolari dei singoli individui che possono essere anche (a torto ritiene Rousseau) in contrasto con essa, in quanto possono accordarsi con questa solo in maniera non duratura. La buona Repubblica esercita il potere senza delegarlo e secondo giustizia, ossia con leggi conformi all’interesse generale della collettività. Come viene definito l’interesse comune? Innanzi tutto non devono esistere fazioni organizzate, la propaganda è scartata perché il concetto stesso di interesse generale finirebbe col perdere di senso. Inoltre il fine ultimo deve essere la libertà e l’uguaglianza, strettamente legate tra loro poiché la prima non può esistere senza la seconda. L’uguaglianza è condizione necessaria perché emerga l’interesse comune che è l’obiettivo che le leggi civili devono perseguire. Uguaglianza non significa che tutti debbano avere le stesse ricchezze, ma significa che il potere non deve essere esercitato in maniera arbitraria, nessun uomo deve essere abbastanza ricco da comprarne un altro e nessuno così povero da doversi vendere. Il perseguimento dell’interesse comune coincide con quello del bene comune, così portando all’emanazione di leggi giuste ed imparziali; non bisogna discutere su casi particolari, ma legiferare in universale; gli individui non hanno bisogno di essere altruisti per volere il bene generale, ma è sufficiente conoscano il loro interesse personale, la giustizia e l’equità. Poiché la volontà particolare è in contrasto con quella generale c’è bisogno di una rigenerazione dell’uomo che deve sostituire un’assistenza parziale e morale ad una fisica. Nel governo democratico si vede il primato del legislativo rispetto all’esecutivo perché, dice Rousseau, nell’operare del magistrato incorrono tre volontà:
Individuale: porta l’individuo perseguire attraverso il potere il suo vantaggio personale
Di corpo: lo spinge a curare gli interessi dei governanti e non quelli del popolo
Generale: di cui il governatore dovrebbe essere l’esecutore
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