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Il positivismo e la legge dei tre stadi di Comte

Questa corrente culturale nasce in Francia nella seconda metà dell' '800 e prende il proprio nome dall'opera di Comte “Corso di filosofia positiva”.
Il positivismo è anche detto “Romanticismo della scienza” in quanto si tende, appunto, ad infinitizzare la scienze e in un certo senso a divinizzarla. C'è un atteggiamento anti-metafisico.
Si vanno a studiare i fatti naturali, identificati come l'unica realtà, attraverso la scienza, l'unica forma di conoscenza in grado di dominare il mondo e farlo progredire.
I protagonisti del positivismo sono i borghesi, il movimento è però differente dall'Illuminismo per il contesto storico in cui si sviluppa, in quanto la classe borghese di fine '800 ha già completato la sua ascesa sociale, inoltre si è già realizzata la rivoluzione industriale.
In campo letterario il positivismo si manifesta come naturalismo in Francia (con Zola) e come verismo in Italia (con Verga); si parla di opere di denuncia sociale, dovute alla forte attenzione alla realtà concreta. Si parla anche di positivismo evoluzionistico, che riprende le teorie di Darwin. Inoltre nasce una nuova scienza, la sociologia, che si concentra sullo studio della società e degli eventi che la riguardano.

Il compito della filosofia diventa quello di classificare le scienze e i vari metodi; Comte infatti delinea una legge secondo la quale devono essere classificate le varie forme di conoscenza. Questa legge si articola in tre stadi: teologico, metafisico e positivo (o scientifico). Nel primo stadio si identificano in forze divine e sovrannaturali le cause della realtà; nello stadio metafisico le cause del mondo sono attribuite ad essenze astratte; mentre in quello positivo si vanno a studiare le leggi invariabili poste al principio della realtà.
Comte fa corrispondere questi tre stadi con tre momenti di sviluppo dell'uomo (infanzia, giovinezza e vecchiaia) e tre diverse forme di amministrazione della società: monarchia teocratica (collegabile al Medioevo), sovranità popolare, e società industriale organizzata scientificamente.
Nella classificazione delle scienze (nel momento in cui raggiungono lo stadio positivo) Comte elenca: chimica, fisica, biologia, astronomia e sociologia. Egli esclude la matematica e la logica poiché afferma che esse istituiscano i criteri fondamentali per la conoscenza.
Inoltre viene esclusa la psicologia poiché non è ritenuta una scienza, in quanto un soggetto non può studiare ciò che pensa nel momento stesso in cui lo sta pensando.

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