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Pascal

Dopo Cartesio ci sono filosofi che lo riprendono come Spinoza e filosofi che vi si oppongono come Pascal.
E' un filosofo famoso per la sua meditazione sulla miseria dell’uomo. Fin da ragazzo si appassionò alla matematica e geometria di Euclide. Inventò la calcolatrice.
Critica Cartesio perché’ il razionalismo va bene se applicato a verità scientifiche ma non va applicato all’uomo. Quindi la realtà’ umana non è esplorabile con la ragione.
Faceva parte dei giansenisti (seguaci di Giansenio, erano intransigenti dal punto di vista religioso, non erano ben visti dalla chiesa) ed entrò nel convento di Port Royal.

Le ragioni del cuore

Pascal descrive l’uomo come una creatura fragile. Subordina la ragione al cuore inteso come interiorità in cui nonostante la corruzione del peccato può agire la grazia divina. Il cuore è capace di aprirsi a una ragione diversa da quella del razionalismo di Cartesio: l’intelligenza sottile (esprit de finesse) del cuore riesce a cogliere la contradditorieta0 dell’esperienza umana che invece sfugge all’intelligenza geometrica (esprit de geometrie): il cuore ha delle ragioni che la ragione non conosce sostiene Pascal. Sostiene che la ragione matematica è utile solo per la scienza delle cose esteriori.

La scommessa

L’uomo è angosciato perché’ sa di essere finito e limitato, e cerca di distrarsi attraverso il divertimento che è un tentativo di stordirsi per non pensare alla propria miseria.
L’unica possibile via di salvezza è la fede. La scommessa di cui parla Pascal consiste proprio nello scommettere sempre sulla sua esistenza perché: se dio esiste avremo guadagneremo l’eternità se non esiste avremo rinunciato soltanto a qualche piacere limitato.

Dio

A dio non ci arrivi con la ragione ma con la fede, che è un dono di dio. Avere fede non è facile, ma devi agire sempre come se dio esistesse.
Il dio della ragione è quello dei pagani e degli epicurei. Quello dei cristiani è un dio d’amore e di consolazione che riempie l’anima e il cuore. Perciò la conoscenza di dio è ritenuta un dono gratuito e sovrannaturale non una nostra conquista razionale.

Giansenismo e Port Royal

Il vescovo Giansenio riprendendo la dottrina di agostino sostenne che il peccato originale aveva privato l’uomo del libero arbitrio e lo inclinava necessariamente al male, dio concedeva la salvezza solo agli eletti. Si scontrò con i gesuiti secondo lui la salvezza viene data sempre a colui che vive secondo gli insegnamenti della chiesa e opera con buona volontà.

I giansenisti a questa dottrina opponeva non rigore morale intransigente. Per i giansenisti il fondamento della giustificazione è la fede sostenuta dalle opere buone.
Il bersaglio polemico dei giansenisti era la casistica gesuitica che classificava i casi di coscienza cioè i vari problemi morali che possono sorgere nella vita accompagnandoli con l’indicazione della penitenza.
Le idee di Giansenio si diffusero in Olanda e Francia e furono condannate dal papa Innocenzo X. Il centro più importante del movimento divenne l’abbazia di Port Royal

Le provinciali

Segnano uno degli episodi più drammatici della lotta tra giansenisti e gesuiti, due modi diversi di vivere la fede. I gesuiti sono interessati a rafforzare il potere temporale della chiesa, Pascal e i giansenisti sono interessati all’interiorità umana.

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