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Schopenhauer

• Osservando la realtà e la vita dell’uomo nota dolore e male.
• Tutto è illogico, contraddittorio nella natura e nella società, niente sembra avere uno scopo.
• Cosa l’uomo può conoscere attraverso l’esperienza? Vivendo colgo le cose
• Tutto è mosso dalla Volontà: volere significa desiderare e desiderare implica uno stato di bisogno (si desidera solo ciò che non si ha) questo porta all’infelicità.
• Uomo non può scegliere, è immobile
• Uomo pieno di domande a cui non riesce a dare risposta, uomo succube della natura.
• Si crea un mondo ideale che risponda alle sue volontà.
• Il piacere è puramente negativo perché appena soddisfo un desiderio ne sorgono altri, è quindi una pausa tra un dolore e l’altro.

• Il singolo non ha alcun valore fino a quando rimane soggetto alla forza universale della Volontà.
• L’uomo paga col dolore e la sofferenza ogni sua colpa commessa, l’individuo si è voluto distaccare dalle idee eterne, cioè dalla Volontà stessa per essere una realtà concreta e particolare. Questo desiderio di autonomia ha condannato l’uomo alla sofferenza.
• Il suicidio no può liberare l’uomo dalla dolorosa volontà di vivere: con esso l’uomo non rinuncia alla vita ma afferma di voler vivere in modo diverso.
• Esistenzialista
• Tentazione dell’uomo di razionalizzare tutto, vedere il mondo come rappresentazione della propria Volontà.

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