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E. Kant: idee in campo religioso, storico,giuridico e politico
Nell’opera Religione nei limiti della sola ragione (1793), Kant riflette sulla religione, nel suo aspetto razionale, riconducendo il fenomeno religioso alla morale e inserendosi così nella linea illuministica:per Kant, la religione consiste nella conoscenza da parte dell’uomo dei propri doveri, presentati come comandamenti di Dio. La religione nasce dall’unione di tutti gli uomini che intendono osservare la legge morale e lottare contro il male, cioè “il male radicale” che spinge gli uomini ad accettare la massima che comanda loro di allontanarsi dalla legge morale. Per Kant esistono due Chiese: la Chiesa visibile e la Chiesa invisibileLa vera Chiesa, “Chiesa invisibile,, è costituita dall’ insieme degli uomini che vogliono rispettare la legge morale, mentre la “Chiesa visibile”, storicamente esistente, serve per imporre la legge morale sotto forma di legge di Dio, mediante premi per chi la segue e punizioni per chi la viola: dalla religione razionale o naturale, si passa così’ alla religione rivelata o storica. Per Kant, il Cristianesimo, fra tutte le religione, è la più elevata.

Di ispirazione illuministica è anche l’opera Per la pace perpetua (1795) in cui Kant ritiene che la società umana nella sua storia tenda verso una società cosmopolita e pacifica. Condizioni di una pace duratura sono: una costituzione repubblicana, una federazione tra tutti gli Stati del mondo e l’elaborazione di un diritto “cosmopolitico”, ossia internazionale, che consenta la libera circolazione delle persone. L’interesse per la storia era comunque già presente in un’opera precedente, Idee per una storia universale da un punto di vista cosmopolitico (1784), in cui Kant sostiene che la storia non obbedisce ad un ordine provvidenziale o prestabilito, ma solo ad un ideale che ispira le azioni umane, che sono il frutto di una “insolita socievolezza” degli uomini.
Nella Metafisica dei costumi, Kant opera una distinzione tra legalità, definito come atteggiamento di adeguamento esteriore alla legge e la moralità che è dettata dal rispetto interiore della legge. Dalla legalità, nasce il diritto che impone leggi esterne: nel caso in cui le leggi possano essere giustificate dalla ragione, abbiamo le leggi naturali, altrimenti siamo in presenza di leggi positive perché storicamente determinate. Il diritto naturale dovrebbe costituire la fonte di ogni diritto positivo: il principio fondamentale di ogni legislazione, così come della morale, è sempre la libertà, nel senso che la libertà di ciascuno termina quando inizia la libertà altrui.
Il principio della libertà ispira anche la concezione politica di Kant. Secondo il filosofo tedesco, gli uomini si riuniscono in società per realizzare la loro libertà, stipulando, in quanto uomini, l’uguaglianza in quanto sudditi, l’indipendenza in quanto cittadini. La condizione essenziale per la costituzione di uno stato simile è la divisione dei tre poteri ed in questo caso Kant riprende chiaramente il pensiero di Montesquieu.
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