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L'educazione

Kant, nel 1803, con l’aiuto di uno studente, Friedrich Theodor Ring, pubblica La Pedagogia. È possibile suddividere l’opera in:
- Introduzione: dedicata ai problemi di Pedagogia Generale;
- L’educazione fisica o naturale: comprende la dimensione fisica ma anche quella intellettuale;
- L’educazione pratica: riferita all’abilità e alla moralità.
Nell’introduzione, Kant afferma come l’uomo abbia bisogno di educazione. Cura, cultura e disciplina rendono l’essere umano un uomo educato. Al contrario, gli animali non hanno bisogno di questi passaggi, poiché necessitano solamente del nutrimento iniziale per crescere. L’uomo rispetto agli animali non ha istinto, per cui ha bisgono dell’aiuto altrui per formarsi. La disciplina è necessaria all’uomo per capire quali sono i pericoli e per evitare inclinazioni animali, la disciplina, però, toglie all’uomo il suo essere selvatico, dunque l’uomo è sottomesso alle leggi dell’umanità. L’essere umano è diverso dall’animale perché l’uomo apprende con consapevolezza e partecipazione, mentre gli animali non necessitano di queste caratteristiche per formarsi. A proposito di questo Kant afferma:

"La Pedagogia" di Immanuel Kant:
L’uomo ha bisogno di vigilanza e di cultura. La cultura abbraccia la disciplina e l’istruzione. Nessun animale, che noi sappiamo, ha bisogno di quest’ultima; imperciocchè veruno di essi apprende alcun che da’ suoi antenati, salvo quegli uccelli che imparano a cantare. Infatti, gli uccelli sono ammaestrati nel canto dai loro genitori; ed è mirabil cosa il vedere, come in una scuola, i genitori cantare con tutte le proprie forze davanti ai loro nati e questi adoperarsi a cavare gli stessi suoni dalle loro tenere gole. Se taluno volesse convincersi che gli uccelli non cantano per istinto, ma che imparano a cantare, basta ne faccia la prova ed è questa: levi ai canarini la metà delle uova loro e vi sostituisca uova di passero; ed ancora coi piccoli canarini mescoli insieme passeri giovanissimi. Li metta in una gabbia donde non possano udire i passeri di fuori; essi impareranno il canto dai canarini e così avremo passeri cantanti.

(La Pedagogia – Immanuel Kant)
L’uomo è un essere razionale e l’intelletto è una delle facoltà che va alimentata per sviluppare la razionalità. L’educazione, dunque, provvede alla realizzazione umana con lo sviluppo delle capacità umane e l’ampliamento delle conoscenze. La disciplina ha il compito negativo di sottomettere gli istinti, mentre l’istruzione ha il compito positivo di insegnare a pensare e a raggiungere i propri scopi. L’educazione dunque ha diversi compiti:
- Disciplinare gli uomini, perciò non soffocare la parte umana della persona ma esaltarla;
- Coltivare, cioè istruire gli uomini secondo cultura con istruzione e insegnamenti, dando le giuste abilità per i fini che ci proponiamo di raggiungere.
- Curare, ovvero far diventare l’essere umano prudente, in modo che sappia vivere in società con gli altri, che si sappia far amare e avere autorità.
- Scegliere secondo prinpici morali, nel senso che l’educazione ha il compito di formare la moralità. Ciò non significa solamente saper raggiungere dei fini, ma anche saper scegliere quelli buoni.
Quanto tempo dovrebbe durare l’educazione? Kant afferma come l’educazione di base duri fino ai sedici anni. Inoltre, esiste un’accezione positiva e negativa del termine ‘educazione’. L’educazione positiva si ha quando si fa ciò che è richiesto; l’educazione negativa si ha quando si fa ciò che desiderano gli altri, come forma di mutuo aiuto.
Kant introduce anche il concetto di autorità e libertà, sostenendo come sia importante che l’allievo sia sottoposto ad autorità altrui, in modo che sia in grado di ricevere insegnamenti, così come è necessario che l’allievo impari a fare retto uso della propria libertà, in modo che possa esercitare la propria libertà secondo regole giuste, perché l’uomo che non ha la giusta educazione non sarà in grado di utilizzare la propria libertà.
Secondo Kant, il compito dell’istruzione spetta alla scuola pubblica, mentre la disciplina e la formazione morale devono essere affrontati in ambito privato e domestico. L’educazione domestica potrebbe essere effettuata da persone non ben educate, per cui Kant sostiene che sarebbe preferibile una scuola pubblica che dia anche una formazione morale.
La Pedagogia, afferma Kant, si divide in fisica e pratica. L’educazione fisica è quella che l’uomo ha in comune con gli animali e, nel caso dell’uomo, consiste nelle cure date ai bambini dai genitori o dalle bambinaie. L’educazione pratica riguarda l’agire umano e comprende l’abilità, la prudenza e la moralità: nell’abilità siamo educati all’abito della mente; la prudenza applica l’abilità; la moralità forma il carattere.
Kant definisce la pedagogia come ‘arte dell’educazione’ e, si tratta di un apprendimento non meccanico, ma ragionato e consapevole, in modo che l’uomo possa raggiungere i propri fini, cercando di non distruggere quanto è stato costruito dalla generazione precedente. Secondo Kant la Pedagogia si basa sull’educazione dei bambini secondo uno stato futuro, in modo da renderlo migliore rispetto all’attuale, con un conseguente miglioramento dell’umanità. A tale scopo è importante non distruggere quanto è stato costruito dalla generazione precedente; la Pedagogia assume un carattere mondiale.

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