Ominide 4876 punti

La fase del criticismo kantiano


La fase del criticismo kantiano si contrappone al dogmatismo, che accetta in modo acritico ogni cosa. Infatti, il termine "criticismo" indica un'analisi critica delle possibilità e dei limiti delle facoltà umane in conoscenze, morale e sentimenti.
Kant critica due concezioni contrapposte, che hanno costituito un'annosa diatriba: l'empirismo e il razionalismo.
Nella concezione razionalista, la conoscenza proviene dall'utilizzo della ragione; la ragione è illimitata e infinita e la conoscenza universale e certa è possibile, se si fa utilizzo del rigoroso metodo scientifico e matematico (le cui caratteristiche distintive sono la chiarezza e la distintività).
Invece, secondo la concezione empirista, la conoscenza proviene dall'esperienza; la ragione è limitata (in quanto esiste nei limiti dell'esperienza) e la conoscenza universale e certa è impossibile, la conoscenza è probabile. Infatti, l'empirismo sfocia in scetticismo, secondo cui non può esserci sapere universale.
A questo punto, Kant elabora una concezione filosofica nuova, che coniuga questi due movimenti, trovando una forma di compromesso, ma che va anche oltre, introducendo nuovi spunti di riflessione.
Hai bisogno di aiuto in Filosofia Moderna?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email