Ominide 930 punti

Jung e i suoi modelli culturali

Carl Gustave Jung è un importante psicologo, psicoterapeuta e psichiatra svizzero. Egli predilige Goethe, Shopenhauer e Nietzsche. Il Faust di Goethe lo affascina perché coglie il significato psicologo di una figura della culturale occidentale (Mefistofele); di Schopenahauer ammira il coraggio con cui ha parlato del dolore e del male; l’opera Così parlò Zarathustra di Nietzsche costituisce il modello a cui s’ispira. S’interessa anche a Kant il filosofo che aveva paragonato la ragione umana a un’isola nell’oceano. Jung è conquistato dai miti greci, orientali e africani. Nell’opera Trasformazioni e simboli della libido afferma di guardare alle figure mitologiche con la stessa attenzione con cui si occupa dei suoi pazienti. Jung formula una distinzione tra due forme opposte di pensiero, rappresentate dalla scienza e dalla mitologia: il pensare indirizzato (proprio della scienza) e il fantasticare (mitologia) . Egli ritiene che occorra recuperare il pensiero fantastico degli antichi, che i moderni hanno svalutato e che ciò sia essenziale per interpretare immagini dei malati psichici. La sottovalutazione del mondo mitologico è uno dei motivi del distacco da Freud. Dopo questa scissione Jung contrappone al mondo analitico di Freud il suo metodo sintetico o costruttivo. Il difetto di Freud consiste nel voler ricondurre il materiale psichico ai suoi elementi fondativi mancando di coglierne il significato vitale. Jung concorda con Freud sull’ipotesi che le manifestazioni della malattia mentale del paziente si debbano interpretare alla luce della sua storia personale, andando a esplorare a esplorare i processi con cui avviene la rimozione delle pulsioni sessuali nell’inconscio. Quindi la sessualità non può costituire la struttura centrale. Da questa deriva una nuova interpretazione di libido non più identificata con l’energia sessuale ma come energia vitale (elàn vital) presente in tutti gli organismi naturali. La libido per Jung è una continua volontà di esistenza. Se infatti la libido nel bambino investe primariamente il campo dei bisogni legati al nutrimento, con la crescita essa si volge anche alla sessualità continuando a evolversi in funzioni sempre più complesse e differenziate. Essa può anche risultare bloccata nel suo movimento di progressione generando la nevrosi. Secondo Jung queste ultime non derivano da cause risalenti all’infanzia ma dall’incapacità del soggetto di adattarsi ai cambiamenti.
Hai bisogno di aiuto in Filosofia Moderna?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
×
Registrati via email