Hume


Hume conduce l’empirismo ad una conclusione scettica: l’esperienza non è in grado di fornire la piena validità della conoscenza, la quale non è certa ma probabile.
• Nasce nel 1711 e muore nel 1776, l’opera principale è “il trattato sulla natura umana”, a cui seguono “la ricerca sull’intelletto umano” e “la ricerca sui principi della morale”
• Scienza della natura umana
Alla base della filosofia di Hume vi è il tentativo di costruire una scienza della natura umana su
base sperimentale in grado di dare un analisi di tutti gli elementi che la costituiscono, dalla ragione al sentimento e dalla morale alla politica.
• Secondo Hume la natura umana è capitale del sapere e scienza più fondamentale.
• la tendenza empiristica e anti-metafisica stanno alla base del pensiero di Hume—> scetticismo
dove le conoscenze umane risultano molto limitate.
• Percorso della conoscenza
nella sua analisi della conoscenza umana, volta a sondare la forza dell’intelletto e la natura delle idee, divide le percezioni della mente in 2:
1) impressioni: percezioni che penetrano con maggior forza (sensazioni, emozioni ecc)
2) Idee: ricordo sbiadito delle impressioni
(es: l’impressione è un dolore dato dal calore e l’idea è il ricordo di quel dolore, che non sarà mai forte come nell’impressione iniziale)
• ogni idea deriva quindi da un’impressione e non esistono idee di cui non si ha una precedente impressione.
• Locke, pur avendo ammesso che oggetto della conoscenza sono le idee, riconobbe anche la realtà dell’io, di Dio e delle cose. Hume non ammette alcuna realtà che vada oltre l’idea stessa. Per spiegare la realtà l’uomo non ha altro che impressioni e idee, e ogni realtà per Hume deve risolversi nel rapporto tra queste due.
• Non esistono idee astratte, ossia che non abbiano particolarità (es. un triangolo che non è ne isoscele, ne equilatero, ne scaleno)
• Quando abbiamo scoperto una somiglianza tra idee che in parte sono diverse, si adopera un unico nome per indicarle (es. del triangolo), si forma così l’abitudine di considerare più idee sotto uno stesso nome
• Principio di associazione
la facoltà di stabilire relazioni tra idee è l’immaginazione, ed opera attraverso il principio di associazione.
il principio di associazione opera secondo 3 criteri:
1) la somiglianza
2) la contiguità nel tempo e nello spazio
3) la causalità
il principio di associazione è alla base delle idee complesse, in particolare delle idee spazio- tempo, causa-effetto e sostanza corporea/spirituale.

• Relazioni tra idee e dati di fatto
Hume distingue proposizioni che riguardano relazioni tra idee da quelle che riguardano dati di fatto:
1) le prime si possono scoprire semplicemente attraverso il pensiero basandosi sul principio di
non-contraddizione—> proposizioni Analitiche poiché ricavate da una semplice analisi—>
posseggono già in sé la loro validità.
2) le seconde non sono fondate sul principio di non-contraddizione ma sull’esperienza poiché il
contrario di un fatto è sempre possibile.
• Analisi critica del principio di causalità
Tutti i ragionamenti sulla realtà si basano sulla relazione causa-effetto—> essa non può essere conosciuta attraverso un semplice ragionamento, ma attraverso l’esperienza.
La connessione causa-effetto, anche una volta scoperta tramite esperienza, rimane arbitraria, priva di necessità oggettive—> causa ed effetto sono due fatti diversi.
• Tutto ciò che sappiamo dall’esperienza è che da cause che ci appaiono simili ci aspettiamo effetti simili, ma questa attesa non è giustificata dall’esperienza bensì è il suo presupposto.
Tutto ciò esclude che il legame causa-effetto sia oggettivamente necessario, l’uomo tuttavia lo crede necessario. Questa necessità, soggettiva, va cercata in un principio: l’abitudine, ovvero il rinnovamento di uno stesso atto senza che intervenga la ragione. L’abitudine è alla base della vita quotidiana (domani il sole sorgerà come ha sempre fatto)
Ma l’abitudine spiega la congiunzione che NOI stabiliamo tra i fatti, non la loro connessione necessaria. questa connessione è ingiustificabile poiché L’abitudine non è un principio di giustificazione.

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