Il Saggiatore

La stesura dell’opera inizia intorno al 1618, anno della comparsa in cielo di 3 comete e anno in cui il gesuita Orazio Grassi pubblica il “De tribus cometis” in cui afferma la teoria secondo cui le comete compiono un’orbita circolare attorno al Sole ovvero si comportano come i corpi celesti. Galileo risponde alla tesi di Grassi scrivendo il “Discorso sulle comete” opera in cui definisce le comete come semplici illusioni ottiche. Lo scambio di idee genera una disputa scientifica che vede i gesuiti contrapposti agli intellettuali dell’Accademia dei Lincei. Per rispondere a Galilei, Grassi utilizza lo pseudonimo Sarsi e pubblica l’opera “Libra”, saggio in cui attacca le tesi di Galilei che risponde pubblicando “Il saggiatore”.
L’opera si presenta come una lettera indirizzata al cardinale Virginio Cesarini, con una dedicatoria al papa Urbano VIII. Si compone di 53 saggi in ciascuno dei quali viene smentita un’affermazione di Sarsi.
Con il titolo, Galileo vuole contrapporre idealmente il bilancino di precisione degli orefici ovvero la verità delle sue tesi alla bilancia grossolana ovvero le tesi sbagliate di Grassi.
L’opera definisce la posizione ideologica assunta da Galileo nei confronti della scienza: la ricerca scientifica deve essere libera, solo in questo modo lo scienziato si svincola dalla servitù intellettuale. Galilei propone anche riflessioni sul linguaggio della scienza che deve essere limpido e lineare perché finalizzato a rendere chiari i concetti. L’opera viene scritta in volgare con una sintassi articolata ma senza eccessi.
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