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Marsilio Ficino


MARSILIO FICINO fu il fondatore insieme a Cosimo de’ Medici dell’accademia fiorentina neoplatonica che fu il centro del neoplatonismo rinascimentale non solo d’Italia ma di tutta Europa. La famiglia de’Medici era quella che più promuoveva il fenomeno del mecenatismo (promozione della cultura da parte di principi, nobili, famiglie): gli intellettuali venivano chiamati alle varie corti per dare prestigio personale al mecenate ma anche alla città stessa e nonostante si trattasse di una promozione della cultura questi intellettuali non potevano esprimere appieno il loro pensiero ma celebrare le virtù del principe che lo finanziava economicamente. Spinoza ad esempio non accetterà questa subordinazione e mentre scrive, continuerà a fare l’ottico per mantenersi in quanto accettare un finanziamento era come rinunciare alla propria libertà.

Ficino riprende il pensiero di Platone e di Plotino fondendoli con la dottrina cristiana. Sosteneva che tra tutte le filosofie che si erano successe durante la storia quella paltonica era superiore a tutte le altre dottrine filosofiche, ma era anche una PIA PHILOSOPHIA, pia nel senso di santa, religiosa. Platone infatti aveva alcuni elementi che potevano essere pensati come l’anticipazione del cristianesimo, ad esempio il concetto di Demiurgo, che plasma la materia come Dio crea le sue creature, l’anima immortale ma soprattutto il dualismo ontologico che per Platone prevedeva l’esistenza di due mondi, quello delle idee e quello delle cose mentre per il cristianesimo il regno sei cieli e il mondo terreno.
Secondo Ficino questi elementi anticipatori religiosi fanno quindi del platonismo una dottrina superiore e religiosa.
Così come per la filosofia, per Ficino esiste anche una religione superiore alle altre, il cristianesimo che è detto DOCTA RELIGIO, dotta inteso come filosofica, razionale e crede che questa razionalità è sempre esistita ma fu oscurata nel corso dei secoli del medioevo. Bisogna quindi recuperare il cristianesimo d’origine, con i valori originari e soprattutto la razionalità.

L’opera maggiore è la TEOLOGIA PLATONICA, dove egli fonde appunto il platonismo al cristianesimo. Riprende da Plotino il tema del rapporto tra l’uno e il molteplice, e lo interpreta in chiave cristiana: il principio di tutto non sarà l’uno impersonale ma il Dio cristiano (personale perché dotato di intelletto e volontà). Anche secondo Ficino, da Dio derivano una serie di gradi di perfezione discendente, cioè che diminuisce man mano che ci si allontana da Dio. I gradi sono cinque, quindi si parla di una penti tarchia ontologica : DIO - ANGELI - ANIMA - QUALITA' - CORPO.

L’anima è il grado medio, cioè che Ficino chiama terza essenza, perché occupa il terzo grado da qualunque parte noi consideriamo la gerarchia e copula mundi, in quanto in grammatica copula è il legame tra il soggetto e il predicato nominale e quindi l’anima è ciò che lega le due parti di cui è costituito l’universo, e cioè il mondo spirituale(trascendente) e quello materiale (immanente). L’anima è quinti l’intermediaria di tutte le cose. Noi uomini che abbiamo l’anima possediamo anche un corpo che la contiene, ma è grazie all’anima che, tendendo verso Dio, possiamo elevarci al mondo superiore. La sua funzione è quindi unificatrice e lo strumento con cui lega le due parti è l’amore, inteso come forza cosmica, non del singolo individuo, capace di armonizzare e legare tutte le parti dell’universo. L’anima è intesa anche come un principio metafisico, l’anima dell’intero mondo e quindi l’anima del singolo è solo una sua manifestazione particolare e concreta, finita. Un’altra differenza con Plotino è che Ficino sostituisce il concetto di emanazione con il concetto di creazione, Dio con un atto volontario plasma dal nulla la materia e la ordina secondo i gradi di perfezione

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