La dottrina di Fichte


Il concetto base dell’Idealismo è l’esistenza di un principio che prende il nome di Spirito o Io o Assoluto, il quale è causa di tutte le cose esistenti e dunque della stessa realtà.
Fichte fa proprio questo principio e lo pone alla base della sua dialettica che, come quella di tutti gli Idealisti, è divisa in tre parti, ossia Tesi, Antitesi e Sintesi.
  • Alla Tesi corrisponde ''L'Io pone se stesso'', ossia il processo di autocreazione.
    L'Io deve creare prima di tutto se stesso per essere in grado di creare altro.
  • L'Antitesi è ''L'Io pone il Non-Io''. Nel momento in cui l'Io crea tutte le altre cose esistenti, infatti, sta creando qualcosa di diverso da sè, ossia il Non-Io.
  • Nella Sintesi, infine, ''L'Io oppone nell'Io all'Io divisibile un Non-Io divisibile''. Con quest'ultima frase Ficthe intende dire che l'Io, per creare tutto ciò che esiste al mondo, è come si dividesse in tante altre cose che sembrano essere diverse da sè, ma così non è perché fanno sempre parte di se stesso.

Ne consegue che la conoscenza, quindi, può essere chiamata anche ''immaginazione produttiva'' in quanto nell'Io il Soggetto immagina di conoscere qualcosa di diverso da sè, ma poiché il Soggetto della conoscenza si trova nell'Io, è soltanto immaginazione. L'uomo, in quanto oggetto, può conoscere solo gli oggetti prodotti dall'Io a sua immagine.
L'oggetto, dunque, non è altro che un'immagine dell'Io.
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