Mongo95 di Mongo95
Ominide 4324 punti

Ci si sposta in un contesto storico, operando prima di tutto una distinzione tra:
1. mu’minun: i credenti
2. muslimun: i musulmani, cioè i credenti a livello di massimo perfezionamento spirituale. All’epoca della Rivelazione, esisteva un unico vero musulmano, cioè il Profeta stesso. I suoi compagni erano tutti semplici credenti, mu’minun.
A Medina quindi c’è stato un Primo messaggio dell’Islam, quello rivolto ai mu’minun, non ancora religiosamente maturi. Per questo motivo, per esempio, la legislazione a loro rivolta prevede la fustigazione degli adulteri, il taglio delle mani per i ladri, eccetera. Atti sanciti e legalizzati perché erano contestuali all’epoca, nella quale non si era ancora raggiunta la massima perfezione spirituale. Quindi le norme sancite per i mu’minun non sono unversalmente valide, ma soltanto per quel periodo storico.
Nella società contemporanea, diversa e “pronta a ricevere il vero messaggio”, deve avvenire la rivelazione del Secondo messaggio dell’Islam, quello rivolto ai muslimun. Mentre all’epoca medinese l’unico vero musulmano era il Profeta, oggi l’umanità è matura per ricevere il secondo messaggio, tutti gli uomini sono diventati veramente musulmani nella loro pienezza intellettuale e spirituale. Le norme rivelate a Medina vanno abolite, e il secondo messaggio si sostanzia in alcuni elementi caratteristici:

a. Spiritualmente, il raggiungimento dell’“intima realtà della verità”, cioè la consapevolezza del carattere reale della verità. Gli uomini, cioè, sono in grado di arrivare a quel livello di perfezionamento spirituale in cui realizzano interamente l’Islam come professione di fede, vita intima dello spirito e libertà individuale. Quest’ultima è assoluta e alla sua garanzia sono indirizzate tutte e religioni, l’Islam in particolare.
b. Patrocinamento di un socialismo democratico, la società del secondo messaggio è socialista e vi viene applicata la democrazia. La giustizia sociale sotto l’egida di un’equa distribuzione delle risorse in un sistema democratico che vede la partecipazione diretta dal basso dei cittadini.
Si ha quindi una sintesi degli aspetti sociale e spirituale. Taha presenta questo suo “sogno” come una “terza via” tra capitalismo e comunismo (che è tipico nel pensiero sociale degli islamisti contemporanei). Il primo ha fallito perché i regge sul principio di disuguaglianza, il secondo perché non è scientifico. L’Islam è la terza via.
Sfortunatamente, questi pensatori, ragionano molto dal punto di vista religioso piuttosto che su quello economico, quindi non presentano delle soluzione molto “pratiche” per far nascere questa terza via. Inoltre Taha inquadra questa teoria in un orizzonte millenaristico, cioè che ha come prospettiva finale la fine del mondo. Di per sé appare una concezione molto utopistica e idealistica: l’uomo ha raggiunto uno stato di sviluppo psico-intellettuale che lo rende degno di una rivelazione veramente spirituale. C’è poi l’immagine della difesa della libertà individuale in un quadro un po’ anarchico, con gli uomini, illuminati dal fatto di essere musulmani, che riescono ad essere fratelli l’uno dell’altro. La terza via non ha sostanziazione pratica davvero funzionale. Per lo meno emerge l’idea di contestualizzazione della rivelazione medinese. Essa è solo il Primo messaggio, e ciò implica che può essere storicamente superata. Il messaggio di Taha ha portata rivoluzionari.
Il suo discepolo An-Na’im è arrivato ad affermare che la shari’a è soltanto un prodotto umano, nella sua dimensione normativa. Mentre invece Taha affermava che fosse prodotto divino contestualizzato in una certa epoca storica. Così si fa quindi a superarla nel mondo contemporaneo?
Taha richiama la figura del Profeta, differenziando tra shari’a e Sunna: bisogna superare la prima in direzione della seconda, che è espressione della perfezione del Profeta, ancora in grado di comunicare in età contemporanea.

Hai bisogno di aiuto in Filosofia Medievale?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
I Licei Scientifici migliori d'Italia secondo Eduscopio 2017