Concetti Chiave
- Il nominalismo si oppone al concettualismo, sostenendo che i concetti generali e i termini universali non esistono come realtà indipendenti.
- Abelardo distingue tra res (cosa) e vox (parola), criticando il realismo ma rifiutando di vedere i concetti come semplici suoni.
- Guglielmo d'Ockham sviluppa il nominalismo in ambito logico, sostenendo che la logica è autonoma dalla scienza dell'essere.
- Secondo Ockham, solo le individualità hanno sostanza, mentre i concetti generali sono privi di sostanza concreta.
- La teologia, per Ockham, è un sapere pratico basato sulla rivelazione, con importanti scritti come "commento alle sentenze" e "summa logicae".
Nominalismo
Origini del nominalismo
Il nominalismo nasce in contrapposizione al concettualismo.
identifica tutte quelle dottrine filosofiche che nel corso della storia del pensiero hanno, a diverso titolo, sostenuto che i concetti generali e i termini universali come ad es. i generi e le specie, non esistano come realtà indipendenti e autonome, né nelle cose, né al di fuori di esse.
Dottrina storica della lecton nello studio dei termini che compongono il linguaggio è necessario distinguere il semplice suono sensibile (phonè) dal suo significato (lecton).
Il lecton rappresenta il vero e proprio senso del suono, è separato da esso e incorporeo.
I soggetti non hanno quindi realtà ontologica.
considerava gli universali come mera emissione vocale.
Abelardo e il concettualismo
Abelardo:
fa distinzione tra res (cosa) e vox (parola), critica radicalmente il realismo ( a favore del concettualismo), rifiutando tuttavia di considerare i concetti mere emissioni vocali.
Nella realtà non c’è nulla di universale e tuttavia l’universo non è solo flatus vocis.
Fa parte della scuola francescana (università di Oxford).
Egli stesso insegna teologia ad Oxford.
In questa università cresceva l’interesse per le scienze della natura, in particolare matematica e fisica. egli dà Grande attenzione al “corpus” di Aristotele, conosciuto e commentato nell’università inglese verso la metà del XIII sec.
Guglielmo d'Ockham e la logica
Guglielmo d’Ockham sviluppa la dottrina del nominalismo sia in campo logico che in campo gnoseologico e metafisico.
La logica viene definita da Ockham come la scienza delle strutture formali del discorso: essa si occupa dello studio delle proposizioni e dei termini che la compongono e risulta perciò autonoma dall’ambito della scienza dell’essere.
La logica e i discorsi umani sono solo costruzioni interne alla mente dell’uomo. Solo le individualità hanno importanza (hanno sostanza), al contrario i concetti generali che tentano di definirle sono privi di ogni sostanza concreta.
La teologia è un sapere pratico fondato sulla rivelazione.
Scritti: “commento alle sentenze”, “quodlibeta”, “summa logicae”, “breviloquium de protestate papae”.
Domande da interrogazione
- Qual è la principale differenza tra nominalismo e concettualismo?
- Come Guglielmo d'Ockham definisce la logica?
- Qual è il contributo di Abelardo al dibattito tra realismo e nominalismo?
Il nominalismo si oppone al concettualismo, sostenendo che i concetti generali e i termini universali non esistono come realtà indipendenti, né nelle cose né al di fuori di esse.
Ockham definisce la logica come la scienza delle strutture formali del discorso, autonoma dall'ambito della scienza dell'essere, e sottolinea che solo le individualità hanno sostanza, mentre i concetti generali sono privi di sostanza concreta.
Abelardo critica il realismo a favore del concettualismo, distinguendo tra res (cosa) e vox (parola), e affermando che, sebbene non ci sia nulla di universale nella realtà, l'universo non è solo flatus vocis.