pexolo di pexolo
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Già nell'opera L'idea della ragion di Stato nella storia moderna Friedrich Meinecke supera, in parte, l'identificazione tra politica di potenza e ragion di Stato: « Oltre al valore del bene dello Stato ci sono altri valori assoluti, come la legge morale e l'idea di diritto. Il bene dello Stato, infatti, non è assicurato soltanto dalla potenza, ma anche da valori etici ». Queste affermazioni, sviluppate da Friedrich Meinecke nel secondo dopoguerra, con scritti raccolti nell'opera Senso storico e significato della storia, evidenziano una svolta in senso religioso, nel suo pensiero. Constatato che nella civiltà contemporanea prevale il kratos e una spregiudicata politica di potenza (che snatura la ragion di Stato) l’equilibrio spirituale diventa, piuttosto, un fatto individuale, di rigenerazione delle coscienze, in termini religiosi.

La storia del pensiero, secondo Gentile, è il processo stesso del reale; questo, al di fuori del pensiero filosofico, resta inconcepibile. Così, secondo Gentile, tutta l'esperienza storica si risolve nel pensiero, che è lo sviluppo immanente dell'atto dello spirito. La filosofia è, dunque, l'autocoscienza dell'assoluto, in cui ogni fatto della storia si origina e ricapitola. Leggiamo in La riforma della dialettica hegeliana: «Non c'è la filosofia che, acquistando coscienza del logo lo presuppone, ma la filosofia che, con la dottrina del logo crea questo logo; e crea sempre un logo nuovo in ogni sua dottrina... La logica, dunque, non è se non la vita stessa dello spirito che non è un fatto positivo, ma un assoluto valore... il metodo dell'immanenza, dunque, consiste nel concetto della concretezza assoluta del reale, nell'atto del pensiero, o nella storia».

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