Per Bacone, la ricerca scientifica non può fondarsi né solo sui sensi (che danno indicazioni disordinate inconcludenti), né sull'intelletto. Il procedimento più corretto, che unisce sensibilità e intelletto, è il metodo induttivo, che parte dai casi particolari per giungere a una legge generale. Mentre l'induzione aristotelica si fonda sull'enumerazione di casi particolari, quella di Bacone si fonda sulla progressiva eliminazione di casi particolari attraverso l’esperimento, senza saliti e per gradi. Si presenta come una selezione e interpretazione razionale di dati empirici.
Varie fasi del metodo
Il metodo scientifico di Bacone si sviluppa in quattro fasi.
Illustra lo stretto legame tra prospettive empirica e razionalistica tramite una metafora. Paragona gli empirici alle formiche (accumulano dati senza ordinarli e interpretarli) e i razionalisti ai ragni (ricavano da sé la loro tela, come ricavano solo dal loro intelletto le dimostrazioni). Accosta il proprio metodo scientifico al lavoro delle api, che succhiano il nettare dei fiori (raccolgono i dati sensibili dal mondo esterno) e poi lo lavorano trasformandolo in miele (ordinano i dati per formulare ipotesi sulle loro cause).
Induzione come ricerca delle forme
Il processo induttivo di Bacone stabilisce le cause dei fenomeni naturali, che coincidono per lui con le "forme". Delle quattro cause aristoteliche (materiale, formale, efficiente e finale), per Bacone solo la conoscenza delle forme rivela l'armonia del mondo naturale.
La causa finale degli oggetti non è oggetto di ricerca della scienza. Contemplare i fini degli oggetti naturali e l'armonia generale dell'universo costituiscono i motivi della glorificazione di Dio. La scienza naturale, invece, non è contemplativa, ma attiva: mira a scoprire le cause dei fenomeni per consentire agli uomini di illuminare la natura. La ricerca delle cause materiali ed efficienti è, secondo Bacone, inutile per la scienza vera.
Tuttavia, mentre per Aristotele la causa formale era un principio logico-ontologico, per Bacone costituisce un principio geometrico-meccanico. Per stabilire cosa intendesse veramente per "forma", bisogna considerare la sua distinzione di due aspetti in ogni fenomeno naturale: