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Bacone, Francesco - Metodo scientifico

Per Bacone, la ricerca scientifica non può fondarsi né solo sui sensi (che danno indicazioni disordinate inconcludenti), né sull'intelletto. Il procedimento più corretto, che unisce sensibilità e intelletto, è il metodo induttivo, che parte dai casi particolari per giungere a una legge generale. Mentre l'induzione aristotelica si fonda sull'enumerazione di casi particolari, quella di Bacone si fonda sulla progressiva eliminazione di casi particolari attraverso l’esperimento, senza saliti e per gradi. Si presenta come una selezione e interpretazione razionale di dati empirici.

Indice

  1. Varie fasi del metodo
  2. Induzione come ricerca delle forme

Varie fasi del metodo

Il metodo scientifico di Bacone si sviluppa in quattro fasi.

  • La prima fase, definita "storia naturale e sperimentale", raccoglie e descrive i fatti particolari.
  • Successivamente, i dati raccolti vengono catalogati e organizzati in tre tipi di tavole, cioè gli elenchi di tutti i casi che sembrano riferirsi allo stesso fenomeno.Della presenza: raccolgono i casi in cui un determinato fenomeno si manifesta (ad esempio, il calore lo troviamo in una fiamma, ma anche in un fulmine o nei raggi solari). Dell’assenza: raccolgo nei casi in cui quel fenomeno non si presenta, pur verificandosi condizioni simili a quelle notate nelle tavole della presenza (luce delle stelle). Avviene una prima “fase negativa”, che esclude le cause ("forme" o "nature") che risultano incompatibili con il fenomeno studiato. Dei gradi o comparative: raccolgono i casi in cui il fenomeno si presenta secondo diverse intensità.
  • La terza fase, la "prima vendemmia", consiste nella formulazione di una prima ipotesi intorno alla natura del fenomeno. Si tratta di un'ipotesi di lavoro che guiderà l'ulteriore sviluppo della ricerca.
  • la quarta fase prevede il controllo empirico dell'ipotesi, che viene messa alla prova mediante ripetuti esperimenti (o "istanze prerogative"). Tra i vari esperimenti condotti, vi è l'istanza cruciale (experimentum crucis), che risolve il dubbio tra più possibilità che pagano ugualmente probabili dimostrando la connessione necessaria del fenomeno con una delle due "nature".
  • Illustra lo stretto legame tra prospettive empirica e razionalistica tramite una metafora. Paragona gli empirici alle formiche (accumulano dati senza ordinarli e interpretarli) e i razionalisti ai ragni (ricavano da sé la loro tela, come ricavano solo dal loro intelletto le dimostrazioni). Accosta il proprio metodo scientifico al lavoro delle api, che succhiano il nettare dei fiori (raccolgono i dati sensibili dal mondo esterno) e poi lo lavorano trasformandolo in miele (ordinano i dati per formulare ipotesi sulle loro cause).

    Induzione come ricerca delle forme

    Il processo induttivo di Bacone stabilisce le cause dei fenomeni naturali, che coincidono per lui con le "forme". Delle quattro cause aristoteliche (materiale, formale, efficiente e finale), per Bacone solo la conoscenza delle forme rivela l'armonia del mondo naturale.

    La causa finale degli oggetti non è oggetto di ricerca della scienza. Contemplare i fini degli oggetti naturali e l'armonia generale dell'universo costituiscono i motivi della glorificazione di Dio. La scienza naturale, invece, non è contemplativa, ma attiva: mira a scoprire le cause dei fenomeni per consentire agli uomini di illuminare la natura. La ricerca delle cause materiali ed efficienti è, secondo Bacone, inutile per la scienza vera.

    Tuttavia, mentre per Aristotele la causa formale era un principio logico-ontologico, per Bacone costituisce un principio geometrico-meccanico. Per stabilire cosa intendesse veramente per "forma", bisogna considerare la sua distinzione di due aspetti in ogni fenomeno naturale:

  • lo schematismo latente, cioè la struttura intrinseca e nascosta dei corpi considerati staticamente
  • il processo latente, cioè il movimento o la trasformazione appartiene intrinsecamente ai corpi e li porta alla realizzazione della loro forma.
  • Per Bacone, la forma è assieme il principio dello schematismo e del processo latente, cioè sia lo schema che costituisce essenzialmente un certo fenomeno naturale, che la legge che fa sì che il fenomeno si generi.

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