pexolo di pexolo
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Nella Germania tra le due guerre, il movimento operaio marxista ebbe un certo ruolo durante la Repubblica di Weimar; tuttavia, diviso nelle sue due anime in conflitto (la filobolscevica e la riformista) non giovo alla difficile sopravvivenza della Repubblica. In quel clima, confuso e a volte tragico, la Scuola di Francoforte costituì una forza nel processo di rinascita del Marxismo europeo inteso come “teoria critica” della società borghese. Sciolta dal Nazismo, la scuola si trasferì in USA, per tornare in Germania negli anni Cinquanta. La Scuola ha portato la critica all'interno della borghesia, al “sistema capitalistico”; i suoi teorici hanno conosciuto la condizione tipica dell'“intellettuale impegnato” contro una società alienante, e hanno perseguito l'obiettivo di riequilibrare il rapporto tra cultura e potere (di questo hanno smascherato i metodi propagandistici). Così Horkheimer rievocò le origini della Scuola: «Grazie all'appoggio finanziario dei Weil, padre e figlio, alcuni uomini di diversa formazione culturale, che si interessavano di teoria sociale, si unirono nella convinzione che la formulazione del negativo, in epoca di transizione, fosse pin importante della loro carriera accademica... All'inizio degli anni Trenta eravamo convinti della probabile vittoria del Nazionalsocialismo e che tale vittoria potesse essere impedita con azioni rivoluzionarie. A quell'epoca non pensavamo ancora che sarebbe stata necessaria una guerra mondiale: pensavamo che vi sarebbe stata una sollevazione; per questo il Marxismo ha avuto significato decisivo per il nostro pensiero».

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