pexolo di pexolo
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Gli schemi della geometria sono convenzionali, più o meno riferibili all'intuizione: in realtà, si tratta di semplificazioni della mente, in cui sono omessi un certo numero di particolari, connessi ai fenomeni, ma poco funzionali agli scopi dell'indagine. Ne deriva che la mente non ha conoscenza perfetta e completa della realtà; ma ciò non vuol dire che il sapere scientifico sia arbitrario; al contrario, si basa su ipotesi trascelte perché verificate con l'esperienza (il Convenzionalismo moderato riconosce l'importanza dell'esperienza nel processo conoscitivo). Per es., i concetti newtoniani di spazio e tempo sono stati modificati in funzione delle nuove osservazioni, e dei fenomeni cui sono stati applicati; a cavallo tra Ottocento e Novecento, il concetto di velocità s'è dimostrato non universale, attraverso gli studi di Lorentz e Maxwell; altrettanto problematico è stato accettare come universale il principio di reversibilità della causalità, per via delle osservazioni di Carnot (secondo principio della termodinamica). I principi della scienza sono, esplicitamente o no, «convenzionali», e tuttavia, non sono arbitrari, perché «obbediscono al criterio della massima intelligenza dei fattori in atto noti». Le certezze assolute si trovano non in ambito scientifico, bensì in ambito etico, supportate dalla filosofia «spiritualistica

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