pexolo di pexolo
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La religiosità corrompe i rapporti sociali (inserendovi atteggiamenti di fraternità e compassione, al fine di mascherare l'impotenza dei mediocri e di sovvertire i naturali rapporti); nasce dalla frustrazione dei deboli, dal loro spirito dl rivalsa, strisciante e mascherata, contro la gioia di vivere di chi è forte e dotato di « spirito dionisiaco ». Tale riuscita rivalsa si ebbe nell'antica Grecia, con la sostituzione della religione olimpica a quella orfico-dionisiaca; l'operazione fu fatta sia sul versante del culto (la ritualità pacata della religione apollinea sostituì i riti bacchico-orgiastici) sia sul piano teorico, con la creazione di principi morali orientati alla temperanza, alla rinuncia, al sacrificio (« morale degli schiavi »). Il risultato fu di togliere alla vita il suo originario senso, e avviare, attraverso le successive culture europee, la moderna civiltà, egemonizzata dal cristianesimo che proietta l'uomo fuori dall'esistenza, comprime i valori della terra, snatura la vita, la orienta verso valori di morte. Se in fasi precoci della sua produzione, Nietzsche riservo alla figura storica di Gesù-uomo qualche riconoscimento, successivamente, e sempre di più col passare del tempo, accese veemente la polemica anticristiana, fino a espressioni di odio e rancore (anticristo, Crepuscolo degli idoli, Ecce homo) inorgogliendosi nella posa di anticristo (e ciò, probabilmente, gli diede forza e fiducia in sé, negli ultimi anni della malattia) o di Dioniso che sconfigge Cristo.

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