pexolo di pexolo
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Del proprio capolavoro Nietzsche disse: « È un libro per tutti e per nessuno; contiene l'immagine di me stesso, non appena scossi da me il peso che mi opprimeva... Zarathustra non nacque da me, fu lui che mi aggredì la mente ». Per spiegare queste frasi occorre capire quale scommessa con se stesso rappresentava, per Nietzsche, il proposito di configurare valori alternativi a quelli che, violentemente negati, non potevano ormai più sorreggerlo nei passaggi difficili dell'esistenza. C'è anche da pensare che il non del tutto soddisfacente capitolo conclusivo abbia pesato su Nietzsche come un macigno e ne abbia esacerbato l'animo, in quella disperazione che traspare nelle ultime opere. E come se alla promettente « aurora », non avesse fatto seguito un «mezzogiorno» degno delle premesse. Zarathustra è un predicatore (Zoroastro) della antica religione persiana, raffigurato all'età di trenta anni (come Gesù Cristo); il suo messaggio è la «fedeltà» alla terra: tutto ciò che è in natura è nella forma della necessità; purtroppo gli uomini sentono il bisogno di vedervi un disegno divino; occorre ristabilire le cose (« pomeriggio ») e indicare la via dell'eterno ritorno. In contrappunto ai Vangeli, anche qui si narra di un volontario isolamento meditativo, di tre discese dall'eremo per predicare, di un'ultima cena; Zarathustra annunzia la «grande santità », il «tempo supremo» nel quale c'è la duplice pienezza di erezione e distruzione; ma poi abbandona la inutile predicazione. Quello di Nietzsche è un annunzio senza trascendenza, in forma di parabola, di metafora, di linguaggio simbolico; l'immagine complessiva che se ne ricava è quella di uno scontro tremendo e privo di composizione tra il mediocre e l'uomo superiore: «La plebe ammicca: - Non ci sono uomini superiori: siamo tutti uguali dinanzi a Dio! Tuttavia ora questo Dio è morto, e non vogliamo essere uguali alla plebe; dico: - Uomini superiori allontanatevi dalla pubblica piazza; quel Dio era il vostro maggior pericolo! Non risuscitaste che quando Dio giacque nella sua tomba, e ora soltanto può giungere il grande meriggio, e l'uomo superiore diventa signore!... Dio è morto, viva il superuomo. I perplessi si chiedono: - Come si potrà salvare l'uomo? Zarathustra, primo e unico, si chiede: - Come si potrà superano?... Superate, uomini superiori, le piccole virtù, le meschine astuzie, i riguardi pel granello di sabbia, per il formicaio, l'ignobile benessere. In verità, io vi amo perché non sapete vivere oggi, o uomini superiori! E questo è il miglior modo di vivere ».

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