pexolo di pexolo
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Nell'Alto Medioevo, l'Occidente, in preda alle invasioni barbariche, riuscì faticosamente a riemergere; da quel momento il cammino della cosiddetta “civiltà” è costato lacrime e sangue a chi non ha voluto accettar il “totalitarismo” dei valori, imposto con la croce e con la spada. Una folla di emarginati senza speranza ha camminato dietro la minoranza dei privilegiati; in ciò consiste la nuova barbarie peggiore dell'antica perché, indossando gli abiti mistificanti della libertà e del benessere, è al riparo da ogni negazione. Lo pseudo-sviluppo delle società occidentali solo in apparenza offre a tutti i medesimi diritti; invece, crea continuamente emarginazione (per es., tra nazioni ricche e povere). L'ingiustizia della società borghese si origina dal sistema interno dei bisogni (che è impossibile eliminare, perché sulla loro esistenza si basa lo sviluppo del modo capitalistico della produzione). Con falso moralismo questa civiltà crea i suoi valori standard, e osanna l'uguaglianza e la libertà, parole vane e beffarde agli occhi degli esclusi. Il potere, questo “grande fratello”, a differenza che nel passato, quando i sovrani si legittimavano con l'investitura divina, veste adesso i panni della democrazia, fingendo di occuparsi dei diritti dell'uomo. Nelle società opulente, caratterizzate da un livello altissimo di benessere, le masse, paradossalmente, partecipano ai vantaggi; paradossalmente, perché, in tal modo, l'opposizione è tenuta sotto controllo. Scrive Marcuse, in L'uomo ad una dimensione: «Lo spettro è di nuovo presente nei confini delle società avanzate, il secondo periodo di barbarie potrebbe essere l'impero ininterrotto della civiltà stessa».

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