pexolo di pexolo
Ominide 10537 punti

Hegel ha una errata concezione della dialettica, e modella il pensiero sui rapporti del reale («dialettica dpensato»). Così intesa, la dialettica hegeliana non avrebbe nulla di nuovo rispetto a quella platonica (sarebbe null'altro che la dialettica dell'oggetto del pensiero). Nella dialettica del pensato, il movimento è solo apparente, perché la realtà è predeterminata, trascendente rispetto al pensiero; se si accetta tale punto di vista, la realtà della vita viene svuotata della libertà, viene ridotta a pura apparenza. La dialettica correttamente intesa, invece, è, secondo Gentile, quella interna al pensare, che non ha altro presupposto che l'atto del pensare: concreto, creativo, libero (è, dunque, un presupposto adeguato ad una filosofia autenticamente idealistica). Non esiste alcunché se non in virtù del pensare: «Il pensare è la cosmogonia»; e l'uomo ha dentro sé la creatività divina. La teoria crociana dei «distinti» (una decisa variazione della dialettica hegeliana) è il punto nodale dello «spiritualismo» di Croce; egli sostiene che lo spirito ha due forme, che si svolgono in quattro gradi «distinti»: due teoretici (estetica, logica) e due pratici (economia, etica). L'arte è il momento teoretico individuale; la logica consta dei concetti puri universali.

Hai bisogno di aiuto in Filosofia Contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
Calendario Scolastico 2017/2018: date, esami, vacanze