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Freud ha attribuito alla sessualità un ruolo centrale nella vita psichica dell’uomo, estedendola alla sessualità infantile, ampliando, quindi, il significato stesso di sessualità al di là della genitalità e della sola fase puberale e adulta della vita dell’uomo. Egli distingue tre successivi fasi di svolgimento della sessualità: orale, anale e genitale.
Egli afferma anche la presenza di due pulsioni contrapposte, sessuali e distruttive, di amore e morte, Eros e Thanatos.

Le nevrosi sono il risultato del conflitto tra l’lo e la sessualità. Tutta la nostra attività psichica è regolata dal principio del piacere. Rinunciare alla soddisfazione immediata può risultare inevitabile, per il principio di realtà. Le pulsioni sessuali che risultano inaccettabili per l’lo vengono allontanate dalla coscienza con la rimozione.
Freud ha, inoltre, distinto l’Es (l’inconscio vero e proprio) dal Super-Ego (relativamente indi pendente dall’lo ed a cui appartengono l’osservazione, la coscienza morale e la funzione dill’ideale) e l’Ego, che stabilisce il rapporto col mondo esterno, ma è luogo del conflitto fra Es e Super-ego.

Freud ha utilizzato il suo modello interpretativo della nevrosi per la comprensione civiltà odierna. Tale civiltà è una delle fonti della sofferenza umana, poiché sostituisce il potere della comunità a quello del singolo. La libertà del singolo subisce restrizioni ad opera dell’incivilimento.
La spinta a rinunciare alle pulsioni opera innanzitutto nell’amore: “L’amore si oppone agli interessi della civiltà, la civiltà minaccia l’amore con gravi restrizioni”: e ciò provoca restrizioni della vita sessuale e antagonismo tra civiltà e sessualità.
L’etica appare come lo sforzo della civiltà per controllare le pulsioni aggressive degli uomini con i sensi di colpa. Il Super-io condanna i desideri proibiti e vuole la punizione del peccatore.

Anche nella religione Freud vede all’opera i meccanismi della civiltà. Considerando l‘opera del Super-io dal punto di vista della cura delle nevrosi, Freud critica l’eccessivo peso dato a imperativi e divieti e la scarsa attenzione per la felicità dell’uomo.
Infine, la civiltà alimenta la tendenza a riconoscersi in un capo, in un leader, generando un legame “libidico” che unisce, nello stesso tempo, l’individuo al capo e ad altri individui che si orientano nella stessa direzione.

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