pexolo di pexolo
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Freud e il Positivismo ottocentesco


    Nel 1859 Charles Darwin aveva pubblicato L’origine delle specie, con la sua teoria evoluzionistica che aveva relegato l’essere umano alla stregua degli altri animali, come un semplice elemento dell’ordine naturale di tutti gli esseri viventi: di lì in poi si sarebbe potuto indagare e spiegare scientificamente il comportamento umano, non diversamente da quello degli uccelli e delle tartarughe delle Galápagos.


    La medicina ottocentesca si muoveva in un orizzonte teorico di tipo positivistico-materialistico: essa tendeva infatti ad interpretare tutti i disturbi della personalità in chiave somatica e a non prendere sul serio quegli stati psiconevrotici (ad esempio le isterie), in cui non fossero rintracciabili lesioni organiche corrispondenti.


    La stessa visione di Freud è fortemente deterministica, in quanto prende le mosse da una concezione positivistica di scienza, basata sui fatti e sulla ricerca costante di una verifica sperimentale delle proprie affermazioni.


    Tuttavia, rimane indiscutibile che la psicoanalisi abbia messo in discussione il modello di psicologia positivista, anzitutto criticando una concezione tutta razionale di scienza, quindi rifiutando di spiegare in meri termini fisiologici fatti di natura eminentemente psichica; la stessa definizione di nevrotico come "malato di ricordi" sottende un approccio non positivistico al problema, ma prettamente psichico.

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