La metafora dell'Iceberg interpretata da Sigmund Freud

Per spiegare la struttura della nostra mente,Sigmund Freud paragonò questa ad un iceberg, nel quale la parte che emerge dall’acqua corrisponde alla mente conscia, mentre la parte sommersa, più grande e celata dall’acqua, rappresenta l’inconscio.
I soli metodi validi per far riaffiorare qualcosa ad un livello più conscio sono rappresentati dalle associazioni libere (che corrisponde alla tecnica mediante la quale viene chiesto al paziente di riferire tutte le idee e le parole che gli si presentano alla mente, senza compiere nessun tentativo di controllo cosciente su questo materiale)dal sistema dell’ipnosi, metodi che portano ad un’alterazione della coscienza.
Tra conscio e inconscio si trova il preconscio, un luogo in cui si muovono le idee.
Queste idee possono riaffiorare alla memoria mediante un accurato sforzo mentale; ciò ci è possibile perché questi pensieri sono razionali e coscienti.

Mediante la metafora dell’iceberg, Sigmund Freud volle chiarire il fatto che le forze che influiscono maggiormente sullo spostamento dell’iceberg e dunque sui nostri comportamenti non sono quelle superficiali, ma quelle racchiuse nel segreto dell’inconscio.

L’attività psichica si pone l’obiettivo di eludere il dispiacere e di ricercare il piacere.

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