pexolo di pexolo
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L’interpretazione dei sogni


Il libro apre la fase matura della psicoanalisi. Venne effettivamente pubblicato nell'autunno del 1899, e tuttavia Freud impose all'editore che sul volume venisse apposta la data 1900, come dire: “questo libro inaugura il nuovo secolo”. Si basava sulla più valida delle sue scoperte: «Un’intuizione che capita, se capita, una volta sola nella vita», quella del sogno come desiderio inconscio, avuta nel 1895. Quando si alza al mattino, ciascuno di noi esce da un contesto di follia, il mondo notturno dei sogni, dove non funzionano le regole della ragione; i sogni sono caratterizzati dall'assenza del principio di non contraddizione, in essi sono maschio ma anche femmina, adulto ma anche bambino e non funzionano nemmeno i principi di causalità, di spazio e di temporalità. Per cui, da svegli, dobbiamo recuperare tutto l’ordine della ragione e lo facciamo con una certa fatica: la prima ora di veglia è il momento più rituale di tutta la nostra giornata, viviamo in qualche modo in terza persona, proprio per questo lavoro che la psiche compie al fine di recuperare il mondo della ragione. Questo scenario della follia, così evidente nelle notti, è il sottosuolo della nostra personalità. L’analisi di un sogno ripercorre in senso inverso le fasi del lavoro onirico, ovvero del cammino che ha condotto alla sua formazione; queste le fasi dell’interpretazione: anzitutto il paziente è invitato a produrre delle associazioni libere partendo da questo o da quell'elemento del sogno; quindi, sul materiale associativo, l’analista perspicace può fornire un’interpretazione profonda sul significato inconscio del sogno nel suo insieme o su qualcuno dei suoi contenuti. Il significato del sogno è perciò inseparabile dalla sua analisi, come tattica di decodificazione, poiché rimane relativo all'insieme dei procedimenti che l’hanno istituito.

Sogno manifesto e desiderio latente
Da sempre, sia nella cultura colta che in quella popolare, i sogni sono stati indagati soprattutto per trarne predizioni sul futuro; in questa prospettiva, ciò che viene esplorato è il sogno che si ricorda: si tratta di ciò che Freud chiama «sogno manifesto». L’originalità della posizione freudiana consiste nel ritenere ingannevole il sogno manifesto e di spostare tutto l’interesse dell’indagine verso il sogno latente, verso un desiderio inconscio che rappresenta il primo regista del sonno. Il sogno «È l’appagamento (camuffato) di un desiderio (rimosso)». Infatti, poiché il suo scopo biologico consiste nel custodire il sonno e il ristoro del dormiente, è necessario un compromesso: se sognassimo il desiderio proibito così com'è ci sveglieremmo subito colmi di sudore come dopo un terribile incubo.

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