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Sigmund Freud

Dopo la laurea, Freud si interessò agli studi sull'isteria, prima insieme al direttore dell'ospedale della Salpetrière Charcot, che riusciva a guarire temporaneamente i pazienti con l'ipnosi, poi con Josef Breuer, che aveva guarito la paziente Anna O. Lui e Freud pubblicarono i risultati dei loro studi ed erano convinti che la causa originaria dei disturbi fosse di natura psichica, come ad esempio un trauma dovuto all'impossibilità di soddisfare un desiderio, che quindi veniva rimosso dalla coscienza. La rimozione di certi eventi rivela che la psiche è divisa in due parti: una cosciente e una inconscia. Freud paragona la psiche a una “città sepolta” governata da leggi non razionali che influenzano i comportamenti dell'uomo. Le esperienze rimosse non vengono cancellate dalla memoria, ma premono sull’io per ottenere soddisfazione.
Freud definisce la psicologia da lui fondata con il termine metapsicologia, perché vuole andare oltre la coscienza.
Le descrizioni con cui descrive la struttura dell'apparato psichico sono dette topiche:
1. Secondo la prima topica l'apparato psichico si distribuisce in tre aree. L'inconscio, il preconscio e il conscio, aree divise tra loro e regolate dalla censura. Il Conscio è la connotazione consapevole della psiche, il preconscio è l'insieme dei ricordi che con facilità risalgono al livello del conscio. Esse sono informazioni che non sono direttamente presenti nel conscio, ma sono facilmente recuperabili. L'inconscio è invece l'insieme delle sensazione e dei ricordi che il soggetto non riesce a far riemergere volontariamente.
2. La seconda topica prevede l'organizzazione della psiche in Es (corrispondente in tedesco al id latino), che è il portatore dell'energia libidica, cioè l’area in cui sono presenti le pulsioni primarie guidate dal principio di piacere e in cui sono stipati tutti i contenuti psichici rimossi dalla coscienza perché essa non può prenderne atto. Il super io è quella parte di inconscio che rappresenta la coscienza morale e il modello ideale dell'io. L’Io ha funzione di filtro e mediazione tra le istanze libidiche inconsce e la realtà e deve fare i conti anche con il mondo esterno. Esso è infatti la parte cosciente della consapevolezza.
L'energia libidica è la forza che porta l'uomo alla soddisfazione del piacere. L'Es è unicamente guidato dalla ricerca del piacere e infatti si sviluppa sin dalla nascita.
Le patologie psichiche sono chiamate da Freud nevrosi, disturbi privi di cause organiche e caratterizzate da sintomi fisici. La nevrosi nasce a seguito dell'annullamento dell'Es, cioè quando un uomo segue soltanto la legge morale del Super Io impedendo la gratificazione del piacere.
Freud aveva capito che il trattamento terapeutico richiedeva il coinvolgimento del soggetto, che doveva ritornare al trauma e parlarne così da liberarsi dal conflitto. Freud non riteneva l'ipnosi un buon metodo di cura, perché solo pochi pazienti potevano giovarne e perché non consentiva una partecipazione cosciente del paziente.
Il metodo psicoanalitico prevedeva un graduale accesso all'inconscio per riconoscere le dinamiche patologiche della psiche. Per superare le resistenze del paziente Freud propone un rapporto di fiducia con il paziente, il quale sviluppa nei confronti dell'analista un transfert, ossia una relazione ricca di affetto e fiducia. Il transfert riguarda anche l'analista in questo caso si definisce contro transfert perché egli prova emozioni e sentimenti nei confronti del paziente. Durante la seduta non sono i contenuti particolari ad avere importanza ma le brecce aperte involontariamente nell'inconscio. Attraverso un metodo di domanda e risposta l'analista interpreta le risposte e le reazioni che il paziente non controlla. Lapsus, gesti non controllati, ricordi ed emozioni costituiscono la psicopatologia della vita quotidiana.
 
Nel 1900 Freud pubblica “L'interpretazione dei sogni” in cui raccoglie le sue teorie sul sogno. Il sogno è il “protettore del sonno” perché rende elementi che indurrebbero l'uomo a svegliarsi elementi del sogno stesso. Nel sogno non c'è controllo cosciente, esso è l'appagamento allucinatorio di un desiderio rimosso e attraverso di esso l'analista riesce a giungere al contenuto onirico latente (COL), cioè il significato profondo. Ciò che narra il paziente spontaneamente è il contenuto onirico manifesto (COM) che drammatizza quel desiderio utilizzando materiale tratto dal passato e dal presente (è ciò che l'uomo ricorda del sogno al risveglio).
Ma a volte anche i sogni sembrano non avere un senso. Freud sostiene che anche nel sogno esiste una censura dell'Io che nasconde il contenuto latente attraverso ricordi e immagini che lo rendono enigmatico.

Il sogno ha un vocabolario simbolico che permette all'analista di scoprire il significato latente.
I meccanismi indicati da Freud sono cinque:
1. drammatizzazione cioè mettere in scena una difficoltà o una contraddizione che in caso contrario rimarrebbe astratta;
2. simbolizzazione i desideri si camuffano perché considerati inaccettabili dall'Io e per questo la psiche li trasforma in eventi o immagini accettabili. Spesso il contenuto latente riguarda nascita e morte, rapporti parentali, parti del corpo, attività sessuali.
3. condensazione l'unione di più eventi in una solo immagine;
4. spostamento considerare un evento traumatico di poco conto o viceversa;
 
 

La teoria della sessualità


In alcune opere scritte all’inizio del 900 Freud approfondisce il ruolo del desiderio e della sessualità. Grazie all’interpretazione dei sogni si era accorto che gran parte dei disturbi dei suoi pazienti erano legati ad esperienze traumatiche vissute durante l’infanzia. La pulsione sessuale è una delle fondamentali pulsioni dell’uomo e non riguarda soltanto l’attività genitale ma si sviluppa già nel bambino sotto forma di energia che spinge all’appagamento di un desiderio. Tale energia è da lui definita “libido”.
Il bambino ha pulsioni sessuali sin dai primi giorni di vita, ma del tutto indipendenti dall’attività riproduttiva. La libido è funzionale al raggiungimento di una sensazione piacevole legata al nutrirsi o all’espellere. Soltanto in un secondo momento, attraverso un processo evolutivo il bambino giungerà nell’adolescenza alla pulsione sessuale intesa come attività sessuale genitale. Freud distingue tre fasi dell’evoluzione sessuale dei bambini:
la fase anale: caratterizza i primi due anni di vita, in cui il bambino prova piacere attraverso la bocca, ad esempio nutrendosi attraverso il seno materno. Ciò gli consentirà anche di stabilire con lei un certo rapporto.
La fase anale: caratterizza il secondo e terzo anno di vita, il bambino privilegia altre parti del corpo come lo sfintere e l’uretra. Il piacere, in questa fase, deriva dall’espulsione delle sostanze di scarto, che da lui non vengono percepite come tali.
La fase fallica: caratterizza il 4-5 anno di età. Il bambino comincia a prendere consapevolezza della differenza fra maschio e femmina e del piacere che può provare dalla manipolazione dei suoi organi genitali.
Nel corso della fase fallica, il bambino comincia a provare un’attrazione verso il genitore di sesso opposto, con il quale, nel caso del maschio, aveva già instaurato un rapporto precedentemente. Questa attrazione genera risentimento nei confronti del genitore dello stesso sesso. Questo atteggiamento nei confronti dei genitori è chiamato da Freud “complesso di Edipo”. A questo punto i genitori vietano, più o meno direttamente di alimentare il desiderio incestuoso del bambino. Questi divieti sono vissuti dal bambino come una minaccia di punizione che genera nel bambino l’”angoscia di castrazione.” Quando il bambino comprende l’impossibilità di ottenere l’oggetto del desiderio, cioè il genitore di sesso opposto, si identifica con il genitore dello stesso sesso e comprende divieti e regole. Il bambino comprende la differenza fra piacere e realtà, e il fatto che non sempre queste due cose siano conciliabili. L’angoscia che deriva dall’impossibilità di realizzare il proprio desiderio comporta la rimozione del complesso edipico, che precipita nell’inconscio.
Il complesso di castrazione nel bambino consiste nella paura di una minaccia paterna nei confronti dei suoi organi genitali. Nella bambina invece l’angoscia di castrazione è vissuta come una mancanza del pene che la spinge a voler appagare il desiderio di maternità per sostituirsi alla madre.
Con il precipitare del complesso di Edipo nell’inconscio e riconoscendosi nel genitore dello stesso sesso, il bambino comincia a sviluppare una propria identità e interiorizzando divieti e regole comincia a sviluppare una coscienza morale e si comincia a formare il super-io, che si arricchirà nel corso della formazione di elementi culturali e sociali. Secondo Freud la donna si libera tardi del complesso di Edipo e in modo incompleto. Questo determina la formazione di un super-io meno autonomo e indipendente rispetto a quello dell’uomo.
 
Secondo Freud, dai 5-6 anni fino alla pubertà il bambino attraversa la fase di latenza, in cui diminuisce la pulsione sessuale e prevalgono sentimenti e relazioni sociali. Con la maturazione psichica e biologica si arriva nella pubertà alla fase genitale, cioè la pulsione sessuale rivolta verso l’altro sesso
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