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Freud


Prima di Freud la psiche si identificava con la coscienza. Freud invece affermano che la maggior parte della vita mentale si svolge al di fuori della coscienza e che l’inconscio costituisce la realtà abissale primaria di cui il conscio è solo la manifestazione visibile.
L’ inconscio è il punto di vista privilegiato da cui osservare l’uomo.
Freud divide l’inconscio in due zone:
-il preconscio è la parte che comprende insieme di quei ricordi che possono diventare consci.
-il rimosso è la parte che comprende gli elementi psichici stabilmente inconsci, mantenuti tali da una forza (rimozione), la quale può venire superata solo in virtù di tecniche apposite.
Freud per un determinato periodo pensa di usare l’ipnosi, che serviva per superare le resistenze della coscienza. La scarsa efficacia di questo metodo lo porta a elaborarne uno nuovo. Questo nuovo metodo viene chiamato “associazioni libere”, anziché forzare il malato, Freud cerca di rilassarlo in modo da porlo in una condizione in cui posso abbandonarsi ai corso dei propri pensieri.
Questo metodo anche se ha la capacità di aggirare più facilmente censure rimozioni, ha Grandi difficoltà concrete che soltanto lo sforzo del paziente e dello psicoterapeuta è in grado di superare.
Tutto è messo a servizio della cura, compreso il transfert (trasferimento sulla persona del medico di una serie di stati d'animo ambivalenti provati dal paziente durante l'infanzia nei confronti delle figure genitoriali). In particolare il transfert implicando una sorta di attaccamento amoroso verso il medico, che si traduce in un desiderio di guadagnare L'approvazione, può fungere da condizione preliminare per il successo dell'analisi.
Una volta che Freud ha scoperto che l'inconscio si propone di decodificarne i messaggi tramite lo studio di quelle sue manifestazioni privilegiate che sono i sogni, gli atti mancati e sintomi nevrotici.

Freud afferma che la psiche è un'unità complessa costituita da un certo numero di sistemi, dotati di funzioni diverse e disposti in un certo ordine gli uni dagli altri.
La prima topica psicologica distingue tre sistemi: il concio, il pre-concio e l'inconscio.
La seconda topica distingue tre istanze: l'Es, l'Io è il Super-io.
L'Es È il polo pulsionale della personalità, cioè la forza impersonale caotica che costituisce la matrice originaria della nostra psiche. Non conosce ne il bene e il male, e ne la moralità. Obbedisce unicamente all'inesorabile principio del piacere. Esiste aldilà delle forze spaziotemporali codificate da Kant e ignora le leggi della logica, a cominciare dal principio di non contraddizione.
Il Super-io si chiama coscienza morale, ovvero l'insieme di quelle previsioni che non sono state instillate Nell'individuo nei primi anni di vita e che negli anni e a seguire lo accompagnano sempre, anche in forma inconsapevole.

L'Io è la parte organizzata della personalità, Che si trova a dover fare i conti con l'Es e il Super-io e il mondo esterno. L'Io Deve equilibrare tramite opportuni compromessi, pressioni disperate per lo più in contrasto tra di loro.
Il tipico rapporto tra L'Io e I suoi padroni rappresenta un fondamentale criterio di discriminazione tra normalità e nevrosi. Nell'individuo normale L'Io riesce abbastanza bene a padroneggiare la situazione. E fornisce parziali soddisfazioni all'Es. ma se da un lato le esigenze dell'Es sono eccessive, o se il Super-io È troppo debole allora queste soluzioni pacifiche non sono più possibili. In tal caso accadere che l'Es abbia il sopravvento, il soggetto diventa un delinquente, oppure qualche volta un perverso. Il super io troppo rigido provoca la rimozione.
È da notare come la seconda topica freudiana obbedisco esigenze e finalità diverse rispetto a quelle alle quali risponde la prima. Bisogna evitare di confonderle tra loro, infatti se L'Es sì identifica con l'inconscio, l'Io è il Super-io non coincidono totalmente con il sistema conscio-preconscio, ma partecipano anche essi al sistema inconscio.

L'opera fondamentale di Freud è "L'interpretazione dei sogni".
Nei sogni Freud vede la via reggia che porta alla conoscenza dell'inconscio nella vita psichica. Ritiene che i fenomeni onirici siano l'appagamento di un desiderio. All'interno dei sogni individua:
-un contenuto manifesto, ossia la scena come viene vissuta dal soggetto
-un contenuto latente ossia l'insieme delle tendenze che danno luogo alla scena. Si tratta di desideri inaccettabili per il soggetto, il quale quindi il censura. Il contenuto manifesto dei sogni é nient'altro che la forma elaborata e travestita in cui si presentano i desideri latenti.
Nella "psicopatologia della vita quotidiana" Freud prende in esame gli atti mancati, che sono quei contrattempi della vita di tutti giorni (lapsus, errori, dimenticanze), prima di lui si era soliti attribuirli al caso, lui invece applica il principio del determinismo psichico e scopre come tali micro fenomeni abbiano un significato ben preciso. Freud scopre in essi l'ennesima manifestazione camuffata dell'inconscio, concreto compromesso tra l'intenzione cosciente del soggetto e determinati pensieri inconsci che si agitano nella sua psiche. Tuttavia secondo la psicoanalisi esso vale per qualsiasi incidente.

Per i sintomi nevrotici Freud fa un discorso analogo, il sintomo, rappresenta il punto di incontro tra una o più tendenze rimosse e e quelle forze della personalità che si oppongono. Freud scoprirà che gli impulsi rimossi che stanno alla base dei sintomi psiconevrosi sono sempre di natura sessuale egli è portato a porre la sessualità al centro della propria attenzione.

Prima di Freud la sessualità era identificata con la genitalità, ossia il congiungimento di un individuo con un individuo di sesso opposto ai fini della procreazione. Secondo questa interpretazione la sessualità dovrebbe mancare nell'infanzia, subentrare intorno all'epoca della pubertà esprimersi in fenomeni di attrazione resistibile esercitata da un sesso sull'altro; la sua meta dovrebbe essere l'unione sessuale. Se tutto ciò fosse vero resterebbero inspiegate tutte le tendenze psicosessuali differenti dal desiderio del coito. Resterebbero inspiegate La sublimazione, E la perversione (indicare un'attività sessuale che ha rinunciato al fine riproduttivo).
Amplia il concetto di sessualità fino a vedervi un'energia suscettibile di dirigersi verso le mete e più diverse e in grado di investire gli oggetti più disparati. Questa energia viene chiamata libido, il flusso migratorio localizzato di volta in volta su diverse parti del corpo, dette zone erogene.

Demolendo il pregiudizio secondo cui la sessualità apparterrebbe solo all'età adulta e respingendo l'immagine del bambino come una sorta di angioletto asessuato, giunge a definire il piccolo uomo come un essere perverso e polimorfo, cioè un individuo capace di perseguire il piacere indipendentemente da scopi riproduttivi e mediante i più svariati organi corporei.
Lo sviluppo psicosessuale del soggetto avviene attraverso tre fasi caratterizzate da una zona eterogenea specifica:
1. La fase orale, si sviluppa nei primi mesi di vita e dura fino a un anno e mezzo, ha come zona erogena la bocca e risulta connessa con quella, costituendo la principale attività del bambino: il poppare;
2. La fase anale va da un anno e mezzo a circa tre anni, a come zona erogena l'anno ed è collegata alle funzioni escremenziali, Per il bambino sono oggetto di particolare piacere e interesse.
3. La fase genitale inizia la fine del terzo anno di vita e a come zona erogena i genitali.
La fase genitale a due sotto fasi la fase fallica e quella genitale in senso stretto:
1. La fase fallica è la scoperta del pene che costituisce un oggetto di attrazione sia per il bambino, sia per la bambina, i quali soffrono entrambi di un complesso di castrazione. E lordano di eccitamento sessuale è il bene o il suo equivalente femminile che è il clitoride.
2. La fase genitale in senso stretto segue quella fallica dopo un periodo di latenza, è caratterizzata dall'organizzazione delle pulsioni sessuali sotto il primato delle zone genitali.
Alla teoria della sessualità infantile e connessa una delle più note dottrine freudiane: il cosiddetto complesso di Edipo. Il complesso edipico consiste in un attaccamento libidico verso il genitore di sesso opposto in un atteggiamento ambivalente verso il genitore di ugual sesso. Si sviluppa tra i tre e i cinque anni ossia durante la fase fallica, determina la futura strutturazione della personalità.

I sogni costituiscono il soddisfacimento allucinatorio di un desiderio represso: l'arte è anche essa una via che porta l'individuo a esprimere i propri desideri inconsci insoddisfatti.
Nel saggio "il poeta e la fantasia" la creazione poetica e assimilata al gioco dei bambini, i quali creano un universo immaginario per organizzare gestire situazioni che non riescono ad affrontare direttamente. Il soddisfacimento del desiderio proibito si raggiunge mediante la sublimazione. Indica il passaggio diretto di una sostanza dallo stato solido a quello aeriforme; si riferisce allo spostamento di una pulsione sessuale su oggetti non sessuali. L'arte si presenta come la forma più evidente e culturalmente importante di sublimazione, non alla portata limitata delle piccole soddisfazioni individuali, ma acquisisce un significato universale.
L'adulto se gnocchi aperti, ciò accade riferimento a desideri realizzabili e inconfessabili, il sogno suscita in lui un senso di colpa. L'origine dei segni occhi aperti consiste infatti in pulsioni insoddisfatte di natura sessuale, le quali risvegliano fantasie da tenere nascoste perché contrarie ai dettami della morale corrente.
L'artista riesce a tradurre queste pulsioni attraverso la Mediazione della forma, in espressioni socialmente accettabili. L'uomo comune non può confessare, l'artista viene trasfigurato in modo tale da riscuotere in interesse generale e infondere piacere nella gente.
L'arte è una sorta di terapia analitica, utile non soltanto all'artista ma anche allo spettatore, perché funge da specchio che costringe il fruitore dell'opera a fare i conti con se stesso, toccando le sue corde più nascoste e risvegliando emozioni spesso messe a tacere. Freud usa il termine perturbantePer descrivere la tensione racchiusa nella frustrazione di un'opera d'arte, ossia la percezione in essa di qualcosa di diverso, ma anche il prossimo, di spaventose familiare a un tempo, ossia qualcosa che si vorrebbe tenere lontano, ma dal quale si è irresistibilmente attratti perché si sa che costituisce l'essere più vero di noi.

Nell'ultimo periodo della sua vita Freud si esprime sui temi della religione della civiltà. Per quanto riguarda le rappresentazioni religiose ritiene che non sia no precipitati dall'esperienza risultati finali del pensiero ma che siano illusione a pagamenti dei desideri più antichi, più forti, più pressanti dell'umanità. Questi desideri sarebbero quelli infantili di sentirsi protetti contro i pericoli della vita. L'amato e temuto padre celeste non sarebbe altro che la proiezione psichica dei rapporti ambivalenti con il padre terreno.
Per quanto riguarda la civiltà afferma che implica un costo in termini libici, in quanto devi alla ricerca del piacere in prestazioni sociali e lavorative, da origine a un super io collettivo che incarna in una serie di norme e divieti.
Non significa che Freud sia contro la civiltà ma che a differenza di coloro che credono una possibile felicità dell'uomo, Freud ribatte che la sofferenza è componente strutturale della vita, che ci costringe a patire nel corpo e nella psiche, a decadere a morire.
Dovendo scegliere tra una società repressiva è una società senza regole egli è favorevole a uno Stato che non escludendo regole sacrifici, cerchi nel limite del possibile di ridurre gli spazi di repressione e di sofferenza, in modo che inevitabile prezzo da pagare allo Stato civile risulti meno oneroso.

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