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Sviluppi della psicoanalisi


Per Freud gli uomini ricercano in continuazione la felicità, ossia l'assenza di dolore o il soddisfacimento dei bisogni. L'agire è la tendenza a realizzare immediatamente i propri desideri (principio del piacere). Questo principio domina la vita infantile: es. In assenza di latte materno il bambino si calma succhiandosi il dito (immaginare sostituendo il reale). Al principio del piacere si contrappone il principio della realtà. Esso ci limita e ci da più sofferenze che piacere. Quanto più la società è civilizzata tanto più siamo destinati ad essere infelici. Infatti possiamo dire che l'uomo primitivo si trovava in condizioni migliori perchè poteva esprimere liberamente i propri istinti. L'uomo attuale deve tenere a bada le proprie pulsioni per vivere con gli altri. La civiltà quindi è indispensabile anche se è repressiva. Per arginare le pulsioni negative la società contribuisce a rendere efficace il super Io privato attraverso un super Io sociale.
La morale appare come imposizione sociale. Freud ritiene che essa è un disagio necessario,deve essere accettato. La morale comune va assecondata per paura di essere allontanato dal prossimo.
Per diversi anni la psicoanalisi rimane legata al suo fondatore, Sigmund Freud però durante il passar del tempo, altri medici manifestano il proprio interese per questa scienza fino a fondare la ''Società psicoanalitica'' alla quale collaborarono Adler e Jung (successore designato di Freud). Arrivano anche le opposizioni che accusano la psicoanalisi di trasmettere un messaggio negativo alla sessualità. Inoltre ne La mia vita e la psicoanalisi, Freud racconta di due correnti dissidenti formate da Adler e Jung. Questi appaiono destabilizzanti, ma il numero di scissionisti aumenta e nel Congreso di Monaco del 1913 il movimento di Freud è in pericolo.
Adler.
Alfred Adler diventa uno dei più importanti collaboratori di Freud, co-fondatore della Società psicoanalitica finchè nel 1910 inizi un percorso teorico indipendente. La divergenza da Freud si nota in relazione al libido. Per Adler la libido sessuale rappresenta una parte di una più generale tendenza all'autoaffermazione. Questo istinto lo si nota nei bambini che mostrano un grande bisogno di aiuto e protezione ( sentimento di inferiorità-insicurezza che prova il fanciullo di fronte al mondo ancora sconosciuto). Se gli apporti ambientali gli saranno favorevoli, il bambino sarà in grado di superare il disagio di inferiorità. Se invece gli stimoli sono negativi, è probabile un complesso di inferiorità.
Secondo Adler non è possibile studiare un essere umano in una condizione di isolamento e quindi è impossibile elaborareuna terapia senza tenere contodelle interazioni del soggetto. Nei soggetti normali l'orientamento finalistico viene perseguito attraverso strategie creative: l'intento è arrivare al successo, ossia al superamento del sentimento. Nel soggetto patologico il desiderio di affermazione risulta frustrato e quindi egli trova appagamento in costruzioni fanstastiche e immaginarie. La terapia è volta all'interpretazione di queste elaborazioni del paziente e al tentativo di ristrutturare il suo rapporto. Il terapeuta ha una funzione attiva tesa a mascherare i falsi obiettivi del malato.
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