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Albert Einstein


La teoria della relatività e la teoria dei quanti mettono in discussione alcuni paradigmi della scienza moderna, ad esempio quelli del meccanicismo, della spiegazione causale, dell’unità del metodo per le scienze naturali ed umane.
Tali trasformazioni avvengono, comunque, all’interno della scienza e ad opera della scienza stessa, ma contribuiscono a trasformare le tradizionali immagini del mondo. Le teorie della relatività e dei quanti pongono al centro la considerazione di fattori a cui la fisica classica aveva attribuito una valenza accessoria: i procedimenti e i metodi di misura, la posizione dell’osservatore e l’influenza che l’osservazione dei fenomeni ha sui fenomeni osservati.

La più importante svolta nella fisica si ha con la formulazione della teoria della relatività speciale ad opera di Alberi Einstein. Egli smantella il caposaldo della fisica newtoniana, quello dell'assolutezza dello spazio e del tempo, che divengono grandezze relative all’osservatore che intende misurarle, cioè hanno una realtà determinabile solo attraverso un campione che serva a misurarle. Così, paradossalmente, la velocità della luce deve essere assunta come costante proprio perché essa è relativa al sistema di misurazione che è necessario adottare.

Con il principio della relatività generale, Einstein spiega i fenomeni dell’universo facendo a meno del concetto newtoniano di “gravitazione”, descrivendo lo spazio cosmico come spazio curvo.
Nella sua riflessione teorica sono presenti sia le istanze dell’esperienza che quelle della ragione, poiché i concetti vanno messi in relazione con il mondo dell’esperienza e un determinato dato empirico acquista senso solo all’interno di un dato sistema teorico.

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