pexolo di pexolo
Ominide 6523 punti

I sette enigmi del mondo

Ne I sette enigmi del mondo (1880) Du Bois-Reymond giocava sui termini Ignoramus e Ignorabimus, per connotare la grande impresa scientifica: se utilizziamo la metodologia sperimentale, basata sulla meccanica classica di Newton, capiamo che tutto quello che ancora non comprendiamo prima o poi, con l’avanzare delle nostre ricerche, può essere ridotto a conoscenza. Di fronte al grande oceano di cose ignote, noi possiamo dire Ignoramus attualmente, ma un domani questa ignoranza potrà essere eliminata; tuttavia, ci sono sette enigmi del mondo di fronte ai quali non dovremmo limitarci a pronunciare un momentaneo Ignoramus, ma dovremmo invece pronunciare un definitivo Ignorabimus, cioè ignoriamo e ignoreremo per sempre. La scienza non è infatti in grado, a suo avviso, di risolvere i problemi dell’origine: l’origine della materia, del movimento, del linguaggio, del pensiero, etc. Di fronte ad una scienza limitata da alcuni tipi di problemi legittimi, Ernst Haeckel, scienziato di fine ‘800, rinnega quanto sostenuto da Du Bois-Reymond ed afferma che non esistono enigmi per la scienza, perché non esistono problemi dell’origine: la materia è eterna, pertanto non bisogna indagarne l’origine, così come l’energia, eternità garantita dai principi di conservazione. Altro enigma sottolineato da Du Bois-Reymond è la volontà libera, come può interagire una decisione, che non ha nulla di fisico, con un sistema fisico; ma Haeckel nega anche questo enigma, in quanto a suo avviso la libertà non esiste.

Hai bisogno di aiuto in Filosofia Contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email