Concetti Chiave
- Bergson distingue tra il tempo della scienza, misurabile e reversibile, e il tempo della vita, soggettivo e continuo, enfatizzando la percezione individuale del tempo.
- La memoria si articola in memoria pura, che conserva esperienze passate, e memoria abitudine, che permette l'azione meccanica attraverso la ripetizione.
- Il concetto di slancio vitale rappresenta un impulso creativo e irreversibile che guida l'evoluzione, in contrasto con l'idea darwiniana di evoluzione accidentale.
- L'intelligenza è definita come la capacità di creare oggetti artificiali e schemi, mentre l'intuizione è un'abilità che coglie l'unità dei fenomeni vitali e si esprime attraverso l'arte.
- Bergson sottolinea l'importanza dell'individuo nella percezione del tempo e nella comprensione della vita, differente da approcci più meccanicistici.
Qual è il tempo secondo Bergson?
A differenza di Aristotele e Sant’Agostino, che si erano già occupati del concetto del tempo, Bergson, esponente dello spiritualismo francese, in contrasto con il positivismo del suo tempo, distingue tra:
- Tempo della scienza, che è:
–- Quantitativo: si può misurare
–- Reversibile: si può ripetere, perché ogni istante è identico a se stesso (si pensi alla lancetta dell’orologio), quindi non indica un passaggio, bensì una posizione; gli strumenti di misura misurano un eterno presente (nucleo del metodo sperimentale)
–- Discontinuo: può essere spezzato in diverse fasi o eventi
- Tempo della vita, che è:
–- Qualitativo: è soggettivo e incommensurabile
–- Irreversibile: non si può tornare indietro, gli istanti sono uno diverso dall’altro
–- Continuo: non si interrompe mai -> Durata (grazie alla conservazione della memoria) -> Coscienza (siamo consapevoli di noi stessi perché ci precede un passato omogeneo e continuo)
In ogni caso sottolinea l’importanza dell’individuo per quanto riguarda la percezione del tempo.
Memoria e coscienza
In noi sono presenti:
- Ricordo – Immagine: l’episodio particolare, la materializzazione dell’immagine operata dal cervello di un evento passato.
- Memoria: un gomitolo di lana che si avviluppa su se stesso e cresce sempre di più. Essa si divide in:
–- Memoria pura: lo spazio delle nostre esperienze, tutto il nostro passato che ci insegue continuamente, la base della nostra coscienza, la vera facoltà del conoscere.
–- Memoria abitudine: la base della conoscenza per l’agire, che ripete meccanicamente qualcosa.
Slancio vitale ed evoluzione
Lo slancio vitale e l’evoluzione creatrice: qui si avvicina ai contemporanei. Riprende l’interesse dell’epoca per l’evoluzione.
La vita è invenzione, creazione incessante e irreversibile di forme e individui sempre diversi e in evoluzione (non accidentale, come sostiene Darwin), la quale è frutto di un solo e identico slancio vitale (impulso alla vita) che spinge la vita a svilupparsi secondo linee evolutive divergenti, procedendo per divisione e differenziazione, come un’esplosione da un punto centrale in direzioni molteplici. Lo slancio vitale si articola in due ramificazioni fondamentali:
- Mondo vegetale
- Mondo animale, composto da:
–- Vertebrati: il loro percorso spinge sempre più verso l'emergere dell’intuizione e dell'intelligenza e culmina nell'uomo.
–- Artropodi: il loro percorso spinge sempre più verso l'emergere dell’istinto e culmina negli insetti.
L’istinto è la facoltà di utilizzare e costruire strumenti organici, del corpo, è conoscenza della materia, comprensione dell’individuale.
Intelligenza e intuizione
L’intelligenza è la facoltà di fabbricare oggetti artificiali modificandone i processi produttivi, è conoscenza della forma, costruisce degli schemi in cui sono sintetizzati elementi comuni a oggetti diversi, è unificazione. È una facoltà al servizio della scienza perché serve a costruire gli strumenti inorganici utili all’uomo. Perciò l’uomo era “homo faber” più che “homo sapiens”.
L’intuizione è l’istinto divenuto disinteressato: ha imparato a generalizzare ed è cosciente di sé, come l’intelligenza, della quale supera i limiti; non scompone, ma coglie l’unità non meccanica dei fenomeni vitali. L’intuizione trova espressione nell’arte: l’opera d’arte è un’intuizione estetica.
Domande da interrogazione
- Qual è la differenza principale tra il tempo della scienza e il tempo della vita secondo Bergson?
- Come si articola la memoria secondo Bergson?
- Qual è il concetto di slancio vitale in relazione all'evoluzione?
- In che modo Bergson definisce l'intelligenza e l'intuizione?
- Qual è il ruolo dell'individuo nella percezione del tempo secondo Bergson?
Bergson distingue tra il tempo della scienza, che è quantitativo, reversibile e discontinuo, e il tempo della vita, che è qualitativo, irreversibile e continuo, evidenziando l'importanza della percezione individuale del tempo.
La memoria si divide in memoria pura, che rappresenta il nostro passato e la base della coscienza, e memoria abitudine, che è la conoscenza per l'agire meccanico, simile a un gomitolo di lana che si avvolge su se stesso.
Lo slancio vitale è un impulso alla vita che guida l'evoluzione creatrice, portando a forme e individui sempre diversi, attraverso divisione e differenziazione, e si articola nei mondi vegetale e animale.
L'intelligenza è la facoltà di creare oggetti artificiali e costruire schemi, mentre l'intuizione è l'istinto disinteressato che coglie l'unità dei fenomeni vitali, trovando espressione nell'arte.
Bergson sottolinea che l'individuo gioca un ruolo cruciale nella percezione del tempo, poiché il tempo della vita è soggettivo e incommensurabile, influenzato dalla memoria e dalla coscienza.