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La scuola di Mileto

La scienza e la filosofia fioriscono nei nuovi spazi di libertà e nel nuovo clima intellettuale della pòlis nel VI secolo a.C. Sono, inoltre, favorite dallo sviluppo della scrittura alfabetica, che costituisce un potente fattore di razionalizzazione del linguaggio e del discorso e favorisce la sostituzione graduale del linguaggio narrativo della tradizione poetica con il linguaggio astratto, con cui diventa possibile affermare principi e regole di portata generale.

Nell’interpretazione che ne ha dato Aristotele, l’oggetto principale delle prime indagini filosofiche è stata la natura (physis) e fisiologi (cioè studiosi della natura) sono stati chiamati i primi filosofi. Essi si sono sforzati di individuare il principio di tutte le cose (arché), ciò da cui tutte derivano. La natura è, insieme, ciò che genera e ciò che è generato, l’unità e la molteplicità, la causa e l’effetto. Di fronte alla molteplicità dei fatti ed ai loro mutamenti continui, la filosofia si costituisce come ricerca di quell’elemento unitario che spieghi lo svolgimento complessivo della realtà.

L’interesse di quei primi pensatori non era solo naturalistico, ma si estendeva anche alla politica.

Il primo filosofo. Talete, il principio di tutte le cose è costituito dall'acqua. Per Anassimandro è l’apeiron o indefinito, una massa che non ha alcuna qualità determinata, che è ingenerata e indistruttibile. Dall’apeiron le cose hanno origine attraverso un processo di separazione, opponendosi l'un l’altra, commettendo quindi reciprocamente “ingiustizia”.

Per Anassimene il principio è I’acqua (o “soffio vitale”), cioè qualcosa di determinato, seppur infinito: tutti siamo tenuti insieme dall’anima (anemos, soffio vitale), che e aria e il mutamento cosmico dovuto a. processi di rarefazione e condensazione.

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