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Platone


- Allievo di Socrate e infatti i suoi ragionamenti sono uno sviluppo di quelli del professore
- Platone ha scritto tanti dialoghi ammettendo però che il suo vero pensiero non era scritto ma si tramandava tra lui e i suoi discepoli perché pensava che il popolo non fosse in grado di capirlo
- Secondo Socrate la logica è il criterio per stabilire se ci stiamo avvicinando o meno alla verità. Ciò significa che almeno le verità della logica sono verità assolute. A questo punto se riconosciamo la verità assoluta dei principi logici, dovremo dire che anche la matematica è una verità assoluta.
- Platone era quindi convinto che i teoremi matematici fossero verità:
- Certe: perché non ha senso dubitare di esse. "Non si scoprirà mai che 2+2=5".
- Assolute: perché sono vere sempre e comunque, non dipendono da un momento storico o da particolari circostanze.
- Oggettive: perché non dipendono dal soggetto che le pensa perché si basano sui fatti.

- Se accettiamo il concetto precedente dobbiamo accettare anche che la matematica benché sia vera non parla delle cose che vediamo e tocchiamo. Secondo Platone infatti la matematica parla di oggetti ideali, di idee astratte. Questi oggetti non sono oggetti tangibili (non li vediamo e non li tocchiamo), non sono fatti di materia e non li tocchiamo. Ciò non vuol dire che non esistono ma che invece sono l'unica realtà.

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