Estratto del documento

Platone

Importanza della giustizia

Differenza tra sapienza e saggezza

Morte di Socrate

Politica ad Atene

(Settima Lettera)

(Il libro della Repubblica)

Conseguenza: fine dell'ingiustizia

Teoria della conoscenza (gnoseologia)

Téchnē

Aspetto tecnico-pratico

Epìsteme

Aspetto teorico-astratto

Non doxa

Basata sulla sensazione

La conoscenza è reminiscenza

Immaginazione

Credenza - fede

Pensiero discorsivo

Intuizione

Coscienza sensibile

Doxa - opinione

Coscienza intelligibile

Episteme

Ombre, immagini riflesse

Convinzione che gli oggetti siano reali ed esistano per certo

Mondo degli enti matematici (teorie, teoremi, definizioni, figure)

È un mondo intermediario:

Il sensibile, perché si parte da ipotesi non certe

L'intelligibile, perché arriva poi a dimostrazioni universali

Idee

Forme in sé degli oggetti sensibili

Ontologia platonica

Corrispondenza tra le idee e le cose sensibili

Mito della caverna

(Idee fuori dalla caverna: cose -> ombre nella caverna)

Idea = modello

Cosa = copia - imitazione

Se conosciamo solo copie, siamo spinti per natura ad amare ciò che non abbiamo

Eros

Il filosofo ama ciò che non ha la sapienza

Obiettivo: generare anime, non corpi

Dialettica platonica

Metodo della filosofia di procedere secondo passaggi razionali nel dialogo.

(Differenza dalla retorica che vuole persuadere di un punto di vista)

Parmenide

Il problema nasce dall'attribuire alle idee le caratteristiche dell'essere (unità, identità, immobilità).

Ne parla in termini di:

Partecipazione, methexis

Che cosa partecipa dell'idea: intera o di una parte di essa?

Se ammettiamo la partecipazione, l'intero essendo in ogni parte rimanda ad una divisione in parti, quindi ad una molteplicità.

Ritorna al concetto di partecipazione ma delle idee tra loro, quindi parla di "tante idee, di molteplicità" e le idee perdono la loro unicità, immobilità e caratteri dell'essere di Parmenide.

(Parmenideo)

Imitazione, mimesis

Oggetto come copia delle idee (modello).

L'uomo può conoscere solo le copie di questo mondo.

E le cose sono in rapporto solo di somiglianza con le idee.

Ora, se per conoscere una cosa devo presupporre che esiste la sua idea, e per arrivare alla sua idea devo ripercorrere il mondo sensibile, tanto è sempre un'operazione di rimando, come potrò mai conoscere l'idea?

Il mondo delle idee

È un organismo complesso, fatto di gerarchie che si collega al mondo sensibile grazie alla

Diairesi: divisione

Le idee rimangono sempre nel mondo intelligibile ma per gerarchia vi sono idee più universali che possono ulteriormente dividersi: idee più particolari che vengono divise e sono più vicine al mondo sensibile.

Gerarchia

Essere vivente

Idea atomo

Idea indivisibile

Divisione

Idea + idea

Divisione

Idea + idea

Divisione

Genere

Particolare

Errore

Si cade in errore quando ad un'idea accompagno un genere che non è il proprio, ma di un'altra idea.

Ciò non significa che l'altro genere sia il non essere, ma semplicemente un'altra idea che potrò trovare utile in un'altra divisione.

Mondo sensibile

Dialettica ascensiva

Idea madre

Dialettica discensiva

Idee particolari

Psicologia platonica

Dualismo

Corpo - mondo sensibile

Anima - mondo intelligibile

Fedone

È il dialogo in cui Socrate, prima di morire, dimostra ai suoi interlocutori (Simmia e Cebete) l'immortalità dell'anima.

1) Prova del contrario e della reminiscenza

Tutto scaturisce dal proprio contrario: dal bello, il brutto, dal freddo, il caldo, dalla morte la vita.

Quindi, dalla morte del corpo, si ha la vita dell'anima, la sua rinascita (teoria della metempsicosi).

Per il concetto di reminiscenza l'anima, rinascendo, non perde le proprie conoscenze ma le potenzia.

2) Prova della somiglianza

Il corpo somiglia alle cose sensibili, perché si trasforma, invecchia e muore, è composto da parti.

L'anima somiglia alle idee che sono semplici, immutabili e immortali.

3) Prova della partecipazione dell'idea

Ogni cosa è ciò che è perché partecipa di un'idea. Non vi è la possibilità del passaggio logico tra 2 idee contrarie.

Quindi, se il corpo, in quanto mortale, partecipa dell'idea di morte, non può partecipare dell'idea di vita. Allo stesso modo, l'anima, che partecipa dell'idea di vita, non può partecipare dell'idea di morte.

Nelle Leggi

4)

3 parti dell'anima (psiche)

Repubblica

  1. Anima concupiscibile
  2. Anima irascibile
  3. Anima razionale

Si oppone alla parte razionale.

Neutrale, media tra l'anima concupiscibile e razionale.

Domina l'anima concupiscibile per costringerla ad elevarsi.

Politica

Repubblica

È strettamente collegata ad ogni aspetto della filosofia platonica.

Giustizia

È la virtù per eccellenza alla quale ogni cittadino deve tendere.

  • Trasimaco: sostiene che la giustizia come la si intende non esiste poiché si traduce solamente nel fare del più forte e del più potente. Suppone che si può fare il proprio utile e non l'altrui. Questa è una posizione fortemente individualista anticipata da Socrate, detto realismo politico.

  • Socrate: incarna l'idea di utopia di Platone. La giustizia non può essere concepita come l'ordine di uno su molti, un bene vigente.

Giustizia è divisione dei ruoli e dei compiti secondo lo schema:

Governanti

  • Saggezza
  • Anima razionale
  • Guidare la polis

Fanno le leggi giuste.

Aurea

Guerrieri

  • Coraggio
  • Anima irascibile
  • Difesa della polis

Distinguono il giusto e l'ingiusto.

Argento

Lavoratori

  • Temperanza
  • Anima concupiscibile
  • Soddisfano i propri bisogni

Assicurano il benessere alla comunità e l'osservanza delle leggi.

Giustizia

Si realizza quando ognuno svolge il proprio compito e coopera con gli altri per aiutare la collettività.

L’utopia della Repubblica può realizzarsi e tradursi da città ideale in città reale, solo se il governatore è il filosofo che si riferisce all’idea del Bene. (Nel mito della Caverna era simboleggiato dal Sole) perché la sua anima ha visto l’idea del Bene, l’ha contemplata di più di colui che nella caverna riesce a liberarsi, esce fuori e vede il Sole.

Il filosofo ha un grande compito, cioè quello di mediare tra l’aspetto pratico, empirico, e quello trascendente. Deve fare in modo che si realizzi quell’unità di virtù, tramite il buon agire nella politica. L’unità delle virtù nel piano empirico corrisponde all’unità delle idee nel piano trascendente.

Mito: è una narrazione del verosimile, non del vero, tratta di quei discorsi dove non è possibile intervenire con il ragionamento scientifico.

Escatologico: descrive il destino dell’anima dopo la morte.

Cosmologico: descrive la nascita del mondo fisico (Demiurgo).

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Sintesi

Il pensiero di Platone

Platone (in greco Πλάτων, Pláton; Atene, 428 a.C./427 a.C. – Atene, 348 a.C./347 a.C.) è stato un filosofo ateniese. Insieme al suo maestro Socrate e al suo allievo Aristotele ha posto le basi del pensiero filosofico occidentale. Egli sostiene che la giustizia abbia un ruolo molto importante e fa una differenza tra sapienza e saggezza. Nel file in allegato egli affronta il tema della conoscenza come fine dell'ingiustizia, la teoria della conoscenza è anch'essa molto importante nell'ambito del pensiero filosofico di Platone.

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