Concetti Chiave
- I quattro gradi di conoscenza, dal sensibile all'intelligibile, sono: immaginazione, credenza, ragionamento e intelligenza, ognuno dei quali si basa sul precedente per elevare la comprensione.
- Il filosofo ha la responsabilità di ascendere fino alla contemplazione delle idee, utilizzando i ragionamenti scientifici come strumenti per raggiungere il livello supremo della conoscenza.
- La scienza, pur essendo fondamentale, si basa su ipotesi e non può dimostrare la verità ultima, mentre la dialettica consente di ascendere verso l'unità del Bene.
- Platone distingue tra il conoscere dello scienziato, limitato alle ipotesi, e quello del filosofo, che mira a trovare i principi fondamentali e il Bene.
- La dialettica è vista come un percorso conoscitivo che riflette anche l'amore platonico, poiché connette le idee con le cose sensibili e il livello supremo del Bene.
I gradi della conoscenza
Ai quattro gradi dell'essere, rappresentati nel mito della caverna, corrispondono quattro gradi di conoscenza, via via più elevati. Nella sfera del sensibile l'immaginazione (eikasìa) insegue le ombre con semplici "congetture"; un gradino più su troviamo la credenza (pistis), che coglie le cose materiali, alla cui realtà aderisce immediatamente, considerandole l'unica realtà vera. Elevandoci, poi, alla sfera dell'intelligibile, troviamo il ragionamento (diànoia), che ricava dai presupposti le loro conseguenze, e l'intelligenza (nous) che coglie direttamente la luce delle idee. Ciascun grado di conoscenza si appoggia sui precedenti: ad esempio, i ragionamenti dei geometri si appoggiano sulle figure sensibili, da cui, pure, non traggono punto la loro forza dimostrativa. E ciascun grado, a sua volta, può servire da "scalino" (hypòthesis) per salire più in alto.
Qual è il ruolo del filosofo?
E' proprio, però, soltanto del filosofo salire, per questa scala, fino al gradino più alto: la contemplazione delle idee.
La scienza e la dialettica
Le scienze in genere (tra cui la Repubblica indica le più atte a preparare i filosofi) costruiscono il proprio edificio muovendo da ipotesi, senza rendersi conto della necessità di salire a un livello superiore. Chi, invece, s'impadronisce della scienza suprema, che è la dialettica (conoscere proprio del filosofo), sa usare dei ragionamenti ipotetici della scienza come di uno "scalino" per innalzarsi, attraverso le idee, fino all'unità del Bene: che non è più ipotetico, e che rende ragione di tutto il resto, dandoci il perché le cose siano così e non altrimenti. Di lì, poi, torna a guardare in giù, con miglior vista, anche i ragionamenti, le cose, le ombre stesse che ne dipendono, e coglie le loro ragioni essenziali.
Così Platone, giocando sul termine hypòthesis - che vale "ipotesi", ma anche "scalino" - distingue tra il conoscere dello scienziato, la cui validità rimane sullo stesso piano delle ipotesi da cui muove (e la cui verità ultima, dunque, lo scienziato non può dimostrare), da quello del filosofo. Anche il filosofo connette concetti, ma per salire ai principi, anzim fino al Bene. In altri termini, il rapporto, per dir così, orizzontale delle idee tra loro, deve indicare (al filosofo) anche un rapporto verticale: delle cose sensibili con le idee, e delle idee con il livello supremo del Bene. Codesta via della "dialettica" è dunque la stessa che percorre anche l'amor platonico (dalle cose al Bene), ma vista su un piano più propriamente conoscitivo.
Domande da interrogazione
- Quali sono i quattro gradi della conoscenza secondo Platone?
- Qual è il compito principale del filosofo?
- In che modo la dialettica si differenzia dalle altre scienze?
- Come si relazionano le idee e le cose sensibili secondo Platone?
I quattro gradi della conoscenza, rappresentati nel mito della caverna, sono: l'immaginazione (eikasìa), la credenza (pistis), il ragionamento (diànoia) e l'intelligenza (nous), ognuno dei quali si basa sul precedente e porta a una comprensione sempre più elevata.
Il compito principale del filosofo è quello di salire fino al gradino più alto della conoscenza, che è la contemplazione delle idee, distinguendosi così da chi si ferma a livelli inferiori di comprensione.
La dialettica è considerata la scienza suprema, poiché permette al filosofo di utilizzare i ragionamenti ipotetici delle altre scienze come "scalini" per innalzarsi fino all'unità del Bene, fornendo una comprensione più profonda e definitiva della realtà.
Platone sottolinea che esiste un rapporto verticale tra le idee e le cose sensibili, dove le idee rappresentano principi superiori e il Bene, mentre le cose sensibili sono collegate a queste idee, permettendo al filosofo di cogliere le ragioni essenziali della realtà.