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Concetti Chiave

  • Platone considera l'anima come la vera essenza dell'uomo, mentre il corpo è una prigione che mortifica l'anima fino alla morte, che la libera per vivere una vita autentica.
  • La purificazione dell'anima è vista come un processo di elevazione verso la suprema conoscenza dell'intellegibile, distinto dalle cerimonie orfiche.
  • Secondo Platone, l'immortalità dell'anima è fondamentale, poiché essa è immutabile e capace di riconoscere realtà eterne, collocandola come dimensione intellegibile dell'uomo.
  • La metempsicosi descrive la trasmigrazione dell'anima in vari corpi; le anime legate ai piaceri corporei vagano come fantasmi, mentre quelle virtuose si reincarnano in forme migliori.
  • Platone afferma che le anime devono reincarnarsi dopo un ciclo di vita terrena, con premi e punizioni temporanei, influenzando il loro futuro ciclo di vita ultraterrena.

Concezione dualistica dell'uomo

Concezione dualistica dell'uomo

Finché abbiamo un corpo, dice Platone, siamo "morti", perché siamo fondamentalmente la nostra anima, e l'anima, finché è in un corpo, è come in una tomba, e quindi mortificata; il nostro morire con il corpo è vivere, perché, morendo il corpo, l'anima viene liberata dal carcere.

Fuga dal corpo, fuga dal mondo

Fuga dal corpo e vera vita dell'anima?

La morte è un episodio che ontologicamente riguarda unicamente il corpo; essa non solo non danneggia l'anima, ma le arreca grande beneficio, permettendole di vivere una vita più vera, una vita tutta raccolta in se medesima, senza ostacoli e veli, e interamente congiunta con l'intellegibile. Questo significa che la morte del corpo dischiude la vera vita dell'anima.

La purificazione dell'anima

Purificazione e conoscenza suprema

La purificazione, ben diversamente dalle cerimonie iniziatrici degli orfici, coincide con il processo di elevazione alla suprema conoscenza dell'intellegibile.

L'immortalità dell'anima

Immortalità e dimensione intellegibile

Per Platone il problema dell'immortalità divenne essenziale, infatti Platone ritornò più volte sulla scoperta della metafisica nel Menone, nel Fedone, nella Repubblica e nel Fedro. Nel Fedone afferma che l'anima umana sia capace di riconoscere le realtà immutabili ed eterne; ma, per poter cogliere queste, essa deve avere una natura a loro affine: altrimenti quelle rimarrebbero al di fuori della sua capacità di comprensione; dunque, come quelle sono immutabili ed eterne, così anche l'anima deve essere immutabile ed eterna. Nel Timeo afferma che le anime siano generate dal Demiurgo, non hanno una nascita, non sono soggette a morte, così come non è soggetto a morte tutto ciò che è direttamente prodotto dal Demiurgo. L'esistenza e l'immortalità dell'anima hanno senso unicamente se si ammette un essere soprasensibile e ciò significa che l'anima è la dimensione intellegibile dell'uomo. Con Platone l'uomo quindi ha scoperto due dimensioni. L'anima in cui Socrate additava il "vero uomo" , identificandola con l'io consapevole , intelligente e morale, riceve con Platone la sua adeguata fondazione ontologica e metafisica e una precisa collocazione nella visione generale della realtà.

La metempsicosi

Metempsicosi e cicli di reincarnazione

La concezione platonica della "metempsicosi" è la dottrina che indica la trasmigrazione dell'anima in vari corpi, quindi la "rinascita". Nel Fedone si dice che le anime che hanno vissuto una vita eccessivamente legata ai corpi, alle passioni, agli amori e ai godimenti di essi non riescono a separarsi, con la morte, interamente dal corporeo, e quindi vagano per un certo tempo attorno ai sepolcri come fantasmi, fino a che, attratte dal desiderio del corporeo, non si legano nuovamente a corpi e non solo di uomini, ma anche di animali. Quelle anime che sono vissute secondo virtù invece, non quella filosofica, ma quella comune, si reincarnano in animali socievoli, o in uomini onesti. Ma alla stirpe degli dei non è concesso giungere a chi non abbia coltivato la filosofia. Nella Repubblica afferma invece che le anime sono in numero limitato, e perciò se tutte quante avessero nell'aldilà un premio o un castigo eterni, a un certo punto non ne resterebbero più sulla terra e per questo Platone ritiene che il premio e il castigo debbano avere una durata limitata. E poiché una vita terrena dura al massimo cento anni, Platone influenzato dai Pitagorici, ritiene che la vita ultraterrena debba avere una durata di mille volte, ovvero dieci volte cento anni. Trascorso questo ciclo, le anime devono, ritornare a reincarnarsi. Analoghe idee emergono nel Fedro in cui Platone ipotizza un ciclo "individuale" di reincarnazione, legato cioè alle vicende dell'individuo, e a un ciclo "cosmico" , che è il ciclo millenario.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la concezione platonica dell'anima rispetto al corpo?
  2. Platone sostiene che l'anima è la vera essenza dell'uomo, mentre il corpo è visto come una tomba che mortifica l'anima. La morte del corpo è quindi vista come una liberazione che consente all'anima di vivere una vita più autentica e congiunta con l'intellegibile.

  3. Come si realizza la purificazione dell'anima secondo Platone?
  4. La purificazione dell'anima, a differenza delle cerimonie orfiche, è un processo di elevazione verso la suprema conoscenza dell'intellegibile, che permette all'anima di riconoscere le realtà immutabili ed eterne.

  5. Qual è il significato dell'immortalità dell'anima nella filosofia platonica?
  6. Platone afferma che l'anima è immutabile ed eterna, capace di riconoscere le realtà eterne. L'immortalità dell'anima ha senso solo se si ammette un essere soprasensibile, collocando l'anima come dimensione intellegibile dell'uomo.

  7. Cosa implica la metempsicosi nella dottrina platonica?
  8. La metempsicosi è la trasmigrazione dell'anima in vari corpi. Le anime legate ai piaceri corporei vagano come fantasmi, mentre quelle virtuose si reincarnano in forme migliori. Platone ritiene che le anime debbano reincarnarsi dopo un ciclo di vita ultraterrena.

  9. Qual è la visione di Platone riguardo al ciclo di reincarnazione delle anime?
  10. Platone propone che le anime, dopo un ciclo di vita ultraterrena di mille anni, devono reincarnarsi. Questo ciclo è sia individuale, legato alle esperienze personali, sia cosmico, seguendo un ritmo millenario, per garantire la continuità delle anime sulla terra.

Domande e risposte

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