swat- di swat-
Ominide 975 punti

Pitagora


Pitagora è presentato come un profeta/mago, operatore di miracoli. Egli fu un uomo molto sapiente, nacque a Samo (570 a.C. circa). Venne in Italia dove fondò la sua scuola pitagorica a Crotone. Morì intorno al 490 a.C..
Pitagora ebbe una grandissima importanza perché costituì e fu l’iniziatore della prima vera e propria scuola (insieme di persone che si riunivano in uno stesso posto per apprendere qualcosa dai maestri); egli era ben distinto dalle riflessioni di Talete e Anassimandro che non avevano nessun fondamento.
La scuola pitagorica costituiva anche un’associazione religiosa e politica e spesso Pitagora vi esercitava il potere; le persone erano portate al rispetto della scuola pitagorica:
• Si potevano mangiare solo determinati alimenti.
• Era pubblicizzata come dottrina religiosa: la sola dottrina religiosa che si può attribuire a Pitagora con certezza è quella della metempsicosi (per la prima volta dopo l’orfismo si afferma che il corpo è la prigione dell’anima, che questa è eterna e che la via per eliminarla dal corpo è di seguire le idee della scuola pitagorica, e la sapienza).
• Inoltre la setta dei pitagorici praticava un certo numero di regole ascetiche e la comunione dei beni.

Lo studio della matematica (iniziato con i Babilonesi) per la prima volta è trattato come una scienza.
La filosofia dei pitagorici è il riflesso della loro matematica. La tesi fondamentale sta nel numero, che è la sostanza di tutte le cose, il principio ordinatore della realtà, l’archè. Il numero può essere rappresentato sia in senso concreto sia astratto (dottrina aritmo-geometrica, materie fuse e considerate identiche perché ogni numero è nello stesso tempo una figura geometrica e ogni figura geometrica è un numero, un ordinamento di numeri nello spazio); ogni segmento, infatti, è costituito da un numero finito di punti e ogni grandezza è costituita da un numero finito di punti.
Il teorema di Pitagora era già applicato, per dividere i terreni per esempio, e fu solo formalizzato dai pitagorici. Essi però conoscevano solo i numeri razionali, così la scuola pitagorica entrò in crisi con la scoperta delle grandezze tra loro incommensurabili; ad esempio la radice quadrata spesso da origine a un numero con la virgola che loro non conoscevano e questa fu una scoperta drammatica perché loro pensavano che tutto fosse misurabile. Così la “crisi dei numeri decimali” fu tenuta segreta perché un potere politico non può sopravvivere se fondato su una falsità/problema irrisolto. Ippaso di Metaponto (successore di Pitagora) cospirava a presiedere la scuola, ma non ci riuscì e rivelò il problema segreto.

Molti pitagorici diventarono tiranni in Sicilia e anche in Grecia (Atene), potendo così realizzare tutti i principi politici e religiosi della scuola pitagorica. L’universo è finito, è in ordine e in un’armonia nata dalle relazioni numeriche. Inoltre l’universo emette un suono (è cioè armonico), un’armonia chiamata “musica delle sfere” e la musica è l’unica arte esprimibile matematicamente.
La natura dell’anima è immortale perché è divina. Nel Cristianesimo tutto il male deriva dal corpo, perciò le anime vivono in un corpo per espiare la colpa del peccato originale. Per i Greci non esiste questa concezione. L’anima s’incarna per espiare le proprie colpe (il peccato commesso, come nell’Orfismo); le altre, quelle pure, vivono con gli dei. L’anima quindi si deve incarnare tante volte per ripulire completamente il Karma (come un destino che deve essere purificato). Una volta che l’espiazione (purificazione) della colpa si è consumata (catarsi), l’anima non è più costretta ad incarnarsi e può tornare nell’ordine di perfezione a contatto con gli dei (non meglio specificati), in una situazione di incontaminazione. La catarsi si raggiunge attraverso il rispetto delle regole della scuola pitagorica (simile ai Comandamenti del Cristianesimo). La purificazione è realizzata anche attraverso la conoscenza, novità dell’Orfismo, che è l’elemento decisivo.
La realtà ha una struttura matematica e vi è una corrispondenza tra le cose naturali. Il numero si divide in pari e dispari e quest’opposizione fondamentale si riflette in tutte le cose; il mondo stesso si divide in due parti: pari/dispari, imperfezione/perfezione, illimitato/limite. Il pari può essere diviso in due parti uguali (pari e dispari) identiche e non ha una conclusione. Il dispari diviso a metà trova una conclusione grazie all’unità (1, né pari né dispari, parimpari). Il pari è aperto e incompiuto, il dispari è chiuso, pertanto perfetto.
Nelle mentalità patriarcali di quell’epoca, le donne erano già discriminate, ma secondo i pitagorici l’anima non ha sesso, e per questo anche le donne erano ammesse alla scuola (ma dovevano vestirsi da uomini).
Il pitagorismo si configura come una forma di dualismo, perché intende spiegare le realtà sulla base della contrapposizione tra due principi: limite/illimitato e pari/dispari.
La visione della matematica era sia scientifica sia magica: ciò l’ha fatta progredire ma contemporaneamente ne ha ostacolato l’avanzamento.
Tutte le concezioni religiose hanno a che fare con i numeri, ad esempio numeri religione sono strettamente connessi.
Il numero 7 rappresentava la famiglia e il matrimonio, il 3 invece sta all’origine della perfezione (trinità), il 10 tetrarktys (comandamenti).
Hai bisogno di aiuto in Filosofia Antica?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
Registrati via email