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Norme giuridiche e tendenze umane


La riflessione sul rapporto tra natura e legge assume in alcuni sofisti un’importanza davvero centrale. Antifonte, per esempio, oppone in forma radicale i due termini, sostenendo che la legge prescriva una serie di norme che sono sostanzialmente contrarie alla tendenza naturale degli uomini. Nato nella seconda metà del V secolo a.C. ad Atene, dove vive e insegna durante la guerra del Peloponneso (431-404 a.C.), egli ricopre infatti un ruolo piuttosto rilevante nello sviluppo delle teorie sulla natura umana e sulla vita in società. Gli uomini, secondo Antifonte, sarebbero portati per natura a ottenere la massima soddisfazione e il benessere personale, anche a scapito degli altri individui. I sistemi giuridici, invece, frenano questa tendenza naturale, costringendo gli uomini a non danneggiarsi a vicenda. Di conseguenza ciascuno di noi si attiene a queste norme non perché le reputa naturali (e dunque in sintonia con il proprio intimo sentire), ma solo perché teme di subire le conseguenze che deriverebbero dalla loro trasgressione. Se si potesse commettere ingiustizia – pare perfino sostenere Antifonte – senza doverne pagare le conseguenze (per esempio rendendosi invisibili), lo si farebbe senza alcuna esitazione. Questo avverrebbe perché il principio naturale che guida le azioni umane è quello della sopraffazione. Tuttavia, temendo di finire vittime della sopraffazione altrui, gli uomini decidono di stipulare una sorta di “patto di non aggressione”, che viene garantito dalle norme giuridiche. Esse sono dunque stabilite dagli stessi uomini, i quali, temendo gli effetti che si produrrebbero nel caso di un perenne conflitto di tutti contro tutti (che è la condizione naturale), decidono di stipulare delle regole finalizzate alla loro conservazione.

Il “patto sociale” viene dunque percepito come una violenza imposta alla natura. Non è sicuro che Antifonte sviluppi interamente il ragionamento che abbiamo riportato; non ci sono però dubbi che a partire dalla distinzione, da lui accettata e approfondita, tra natura e legge, tesi come quelle appena menzionate circolassero negli ambienti culturali della sofistica e siano state riprese e confutate da Platone.
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