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La tradizione vuole che il termine filosofia sia nato con Pitagora, filosofo e matematico. La cosa non è storicamente provata ma potrebbe essere verosimile perché chi ha coniato questo termine doveva essere uno spirito religioso che credeva che solo agli dei fosse possibile la sapienza, mentre l’uomo, con tutti i suoi limiti, poteva aspirare a una ricerca della sapienza. La ricerca che l’uomo può fare e deve fare fin da subito è stata connotata da tre elementi: il contenuto, un metodo e uno scopo o fine.

A proposito del contenuto, la filosofia vuole spiegare la totalità delle cose, cerca di dare ragione a tutta quanta la realtà. In questo la filosofia si distingue da tutte le altre scienze particolari che studiano una porzione della realtà ma non si pongono la domanda guida che si faranno i primi filosofi, ovvero quale sia il principio di tutte le cose, definito dai filosofi archè.

Il secondo principio è il metodo. La filosofia mira, punta ad essere spiegazione puramente razionale di tutta la realtà.

La verità è qualcosa in fieri e dire che la filosofia mira alla verità non significa dire che sempre centri l’obbiettivo, specialmente agli inizi fatica a liberarsi delle strutture legate al racconto, alla favola. Qua e là si trovano ancora miti, ma questo non significa che fin dall’inizio la filosofia non ricerchi la verità. Ciò vale in filosofia è l’argomentazione o motivazione logica

Il terzo elemento è lo scopo della filosofia, ossia il puro desiderio di conoscere e ricercare la verità, il disinteressato amore per la verità.

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