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Eraclito visse a Efeso (colonia greca dell’Asia Minore).
La sua filosofia manifesta un tono altezzoso,che la distingue da quella dei pensatori precedenti e che rivela come egli,appartenesse a un indirizzo politico attraverso al démos e alla sua cultura.
Eraclito scrisse un’opera in prosa,che si intitolava Intorno ala natura,costituita da aforismi(frasi sintetiche che spiegano un concetto profondo) e sentenze brevi e taglienti,la cui enigmatica spiega l’appellativo di “oscuro” ( enigmatico) con cui il filosofo fu soprannominato dalla tradizione.
Alla base del pensiero di Eraclito vi è la contrapposizione tra la filosofia,da lui identificata con la verità el a comune mentalità degli uomini,da lui ritenuta fonte di errore.
Eraclito pensava che la maggioranza degli uomini fossero incapaci di comprendere le autentiche leggi del mondo circostante.
Pertanto ai <<dormienti>>,cioè ai non filosofi,egli contrapponeva gli uomini <<svegli>>,ossia i filosofi,i quali, sanno cogliere il nocciolo segreto delle cose.

Alcuni studiosi hanno identificato la distinzione eraclitea tra i <<più>> e i filosofi con la contrapposizione tra popolo e aristocratici,propendono un’interpretazione globale di Eraclito come ideologo dell’aristocrazia in lotta con la democrazia.

Filosofo vero, Eraclito è colui che,sa riflettere in solitudine,scandagliando con acume la propria anima,la quale essendo senza confini,offre il campo a una ricerca senza fine.
Filosofo vero è colui che possiede una visione profonda degli argomenti. Filosofo vero è chi sa elevarsi a una veduta complessiva dell’essere.
Filosofo vero,è chi risulta in grado di individuare una propria condotta di vita indipendente dalla predilezione degli uomini volgari.

Eraclito “il filoso del divenire”,in quanto concepisce il mondo come un flusso perenne in cui “tutto scorre”,analogamente a quanto fa la corrente di un fiume.
La forma dell’essere è il divenire,poiché ogni cosa è soggetta al tempo e alla trasformazione,è dinamico.
La dottrina del “tutto scorre” non sarebbe propria del filosofo,ma solo dei suoi discepoli.
La concezione della realtà come fluire si concretizza poi nella tesi secondo cui il principio di tutte le cose è il fuoco,elemento mobile e distruttore,che ben simboleggia la visione eraclitea del cosmo come energia in perpetua trasformazione.

La parte più originale del pensiero eracliteo è la teoria dell’unità dei contrari. Molti,ritengono che un opposto possa esistere senza l’altro,tale credenza è un’illusione,poiché la legge del mondo,di cui Eraclito vuol essere lo scopritore e il banditore,risiede proprio nella stretta connessione dei contrari,che,in quanto opposti,lottano tra loro,ma nello stesso tempo non possono stare l’uno senza l’altro,in quanto vivono solo l’uno in virtù dell’altro.

È talmente persuaso dalla logica dell’universo da definire la legge dell’indipendenza e inscindibilità degli opposti con il termine logos,”ragione”.
Tant’è vero che egli denomina indifferentemente il principio dell’universo come fuoco o come logos,intendendo,con il primo concetto il principio fisico che costituisce le cose e con il secondo la legge universale che le governa.
La scoperta dell’unità degli opposti porta Eraclito a ritenere che l’armonia del mondo non risieda nella conciliazione dei contrari,ossia nel raggiungimento di una “morta quiete”,bensì nel mantenimento del conflitto. La vita è lotta e opposizione, e la sua armonia risiede proprio in questo fatto,senza il quale non ci sarebbe l’essere.
C’è una visione cosmologica che è l’identificazione panteistica dell’universo come Dio,inteso come unità di tutti i contrari.
Questo Dio-tutto ,che comprende in sé ogni cosa,costituisce una realtà increata che esiste da sempre e per sempre.
Si parla di visione ciclica del mondo,cioè della concezione dell’universo come insieme di falsi alterne di distribuzione – produzione.

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