Concetti Chiave
- Empedocle, originario di Agrigento, visse tra il V secolo a.C. e il 430 a.C., diventando un importante oratore e figura pubblica legata ai democratici.
- La leggenda narra che Empedocle morì ingoiato dall'Etna, lasciando solo i suoi calzari, trasformandolo in una figura simbolica simile a Pitagora.
- Le opere di Empedocle includono "Sulla natura" e "Purificazioni", che riflettono la sua visione etico-religiosa e filosofica.
- Empedocle sostiene che le quattro radici del cosmo (acqua, aria, fuoco, terra) sono eterne e immutabili, unite dalle forze dell'amore e dell'odio.
- La sua filosofia integra l'immutabilità dei principi cosmici con il continuo mutamento attraverso la mescolanza e la separazione degli elementi, senza concepire nascita o morte.
Empedocle e la sua vita
Empedocle, nativo di Agrigento, vive tra il primo decennio del V secolo e il 430 circa a.C. e svolge un ruolo non secondario nella vita polii della città, assumendo una posizione vicina ai democratici. Nell’ultimo periodo della sua vita compie numerosi viaggi in Sicilia, nella Magna Grecia e nel Peloponneso, acquistando una larga fama con la sua oratoria e con un’attività di mago, profeta e taumaturgo, oltre che di filosofo.
La leggenda della morte di Empedocle
La sua morte è trasfigurata dalla leggenda, che tende a farne una figura religiosa simile a Pitagora: essa narra che, chiamato dalla voce misteriosa di un dio, il filosofo viene ingoiato dall’Etna, che restituirà solo i suoi calzari. Empedocle lascia numerosi frammenti, appartenenti a due opere, una delle quali ha il titolo Sulla natura (titolo attribuito, si è detto, agli scritti di gran parte dei filosofi dell’epoca) e l’altra Purificazioni, che rinvia canta, alla dimensione etico - religiosa della sua riflessione e della sua attività.
La filosofia di Empedocle
Empedocle cerca di affermare un punto di vista nel quale siano riconosciuti — nello stesso tempo — l’immutabilità e la perennità dei principi del cosmo e il mutamento incessante dei suoi processi interni. Immutabili ed eterne sono le quattro radici di tutte le cose:l’acqua, l’aria, il fuoco e la terra. Altrettanto eterne sono le forze universali dell’amore e dell’odio, attraverso cui quei quattro elementi fondamentali vengono ad essere fra loro mescolati o separati. In sé non esiste, infatti, nascita o morte, ma solo mescolanza o separazione di ciò che è mescolato. Quindi non si pone alcuna contraddizione fra l’essere (le quattro radici e le due forze) e il non- essere (inteso come l’uscire e il rientrare nel nulla delle cose con la nascita e la morte), ma si perviene alla sintesi di due esigenze diverse: di riconoscere la molteplicità delle cose e di ricondurre tale molteplicità all’unità e immutabilità dei principi della natura.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo di Empedocle nella vita politica di Agrigento?
- Qual è la leggenda che circonda la morte di Empedocle?
- Quali sono i principi fondamentali della filosofia di Empedocle?
Empedocle, nativo di Agrigento, svolge un ruolo significativo nella vita politica della città, avvicinandosi ai democratici e partecipando attivamente alla vita pubblica durante il V secolo a.C.
La leggenda narra che Empedocle, chiamato da una voce divina, venga ingoiato dall'Etna, che restituirà solo i suoi calzari, trasformandolo in una figura religiosa simile a Pitagora.
Empedocle afferma che le quattro radici dell'universo (acqua, aria, fuoco e terra) sono eterne e immutabili, così come le forze dell'amore e dell'odio, che mescolano o separano questi elementi, evidenziando l'assenza di nascita e morte, ma solo di mescolanza e separazione.