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Empedocle

Nato ad Agrigento (Sicilia) tra il 484-481 a.c.
Afferma che tutta la natura e il cosmo sono composti da 4 elementi originari: le 4 radici di terra, acqua, aria, fuoco.
La loro unione originaria, nella quale tutto era indistinto e senza forma (lo Sfero) era raccolto in una forza potenziale racchiusa in se stessa l’Amore, da cui si è generata una forza opposta che tendeva a separare, dividere, creare forme distinte, l’Odio da cui hanno origine le forme molteplici dell’universo e della natura che noi riusciamo a vedere e comprendere grazie all’intelletto.
Ogni cosa tende alla ricomposizione originaria e a superare il suo stato di mancanza, quindi è spinta dall’Amore, dal desiderio del ricongiungimento di tutto con tutto, di ogni parte con la totalità. Da tale desiderio di ricongiungimento si genera la vita e le forme molteplici degli enti naturali, un ciclo eterno e immutabile di Amore e Odio che si contendono l’unità e la differenza. L’immutabile ed eterno si manifesta nella mutevolezza. Quando una vita umana scompare le 4 radici che la componevano si separano e rientrano nel ciclo delle trasformazioni. La morte è solo un cambiamento di stato o di forma, non un nulla, né una fine, ma una trasformazione.

Il mito di Eros di cui parla Platone nel Simposio è un riferimento alla filosofia di Empedocle.
Eros figlio di Poros (ricchezza, pienezza) e Penìa (povertà, mancanza) cerca di colmare questa sua contraddizione spingendo gli esseri umani all’unione con gli altri, spinge le cose viventi ad attrarsi per colmare il vuoto originario e deve fare i conti con Thanatos (la morte), il momento nel quale avviene la piena realizzazione del progetto di unione.
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La psicoanalisi di Sigmund Freud analizzerà il significato profondo di tale mito, mettendo in evidenza quanto la nostra mente nel profondo sia animata da questi due principi: amare e autoannullarsi o annullare l’altro nel sé, per raggiungere la perfetta fusione e unione con l’altro o con l’oggetto del proprio desiderio. Il rapporto tra il principio costruttivo del piacere e quello della distruzione.

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