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La metafisica è la scienza teoretica più importante. Essa è ontologia in quanto ha come oggetto di studio l'essere in quanto essere. A questo proposito Aristotele si pone un problema: è possibile dare un'interpretazione scientifica (stabile, immutabile, necessaria) a oggetti variabili e soggetti del divenire?
A questo proposito egli elabora i cardini della metafisica: la sostanza, la potenza, l'atto, la materia e la forma. Il fulcro della metafisica è l'essere dell'ente. Per Aristotele il mondo è costituito da una molteplicità di enti, accumunati dal fatto di possedere l'essere. Quest'ultimo è costituito da una pluralità di elementi, che designano i modi di essere dell'essere (dipendentemente dalle varie qualità che un ente possiede può essere in diversi modi); questi sono denominati categorie e sono: la sostanza, la qualità, la quantità, lo stato, la relazione, il luogo, il tempo, la situazione, il patire e l'agire. La categoria fondamentale è la sostanza (dal greco substantia, ciò che sta sotto) che costituisce l'essere dell'ente, le altre invece sono accidenti, che costituiscono vari modi di essere dell'ente, ma non ne modificano la sostanza che è inanzi tutto l'individuo concreto. Aristotele distingue la sostanza in sostanze prime e sostanze seconde. Per sostanze prime intendiamo i soggetti che esistono in modo autonomo. Essi possono essere considerati dal punto di vista logico e dal punto di vista ontologico. Dal punto di vista ontologico intendiamo il soggetto reale; dal punto di vista logico, invece, intendiamo i soggetti logici.

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