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rapporto tra logica e realtà

Le leggi del nostro pensiero corrispondono alle leggi della realtà, per questo vi è un rinvio speculare tra logica e realtà, cioè un rispecchiamento tra ciò che è nella mente come capacità conoscitiva e la realtà (Realismo Gnoseologico). Come non posso dire che il registro è bianco e rosso, così nella realtà le cose non possono essere diverse da come sono, per il principio di identità. Aristotele nelle Categorie individua gli elementi semplici del nostro parlare, i nomi, gli aggettivi, i verbi, e ognuno esprime un concetto sulla realtà, le singole parole sono elemento basilare del discorso, sono espressioni di qualcosa. Questi concetti hanno un aggancio con la realtà e sono collegati in modo convenzionale alle esperienze, rinviano ad un aspetto della realtà. Le parole sono segni artificiali, ma stabilito questo legame sono espressioni della realtà. Aristotele divide i discorsi in termini minimi, questi concetti vengono acquisiti in maniera uguale da tutti gli uomini a partire dalla realtà attraverso le impressioni sensibili. Tutto questo avviene in modo naturale, ma è convenzionale il nominare questi termini mentali, perché ogni popolo ha la sua lingua, però vivendo tutti nella stessa realtà formiamo concetti uguali e comuni. Questi termini sono gli elementi minimi del discorso perché se li suddivido non ho più un riferimento con la realtà. Tutti i concetti di per sé non sono né veri falsi, ma immagini mentali che provengono da una realtà, astrazioni.

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