Esame terza media 2018, spariscono le prove Invalsi: ecco perché gli studenti esultano

Marcello G.
Di Marcello G.

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Grande respiro di sollievo per quei ragazzi che, dall’anno prossimo, dovranno affrontare l’esame di terza media. Con l’ultima riforma del sistema di valutazione, infatti, il Miur ha riorganizzato anche la struttura delle prove finali. Gli scritti saranno di meno (si passa da 5 a 3) e l’intero esame, nei piani del Ministero, dovrebbero essere più ‘moderno’. Ma la vera novità è un’altra: spariscono le prove Invalsi. O, meglio, vengono spostate: non saranno più affrontate a giugno ma nel mese di aprile. In più, non faranno parte del voto finale ma saranno solo un requisito (necessario) per accedere all’esame; nel senso che si dovranno obbligatoriamente fare senza però che influiscano sulla media delle prove di giugno. Un fattore che sicuramente permetterà ai ragazzi di sostenere l’esame con minore ansia.

Test Invalsi, è la prova d’esame che fa andare peggio i ragazzi

Ma perché una notizia del genere dovrebbe far esultare gli studenti delle scuole medie? Semplice: perché i test Invalsi sono storicamente quelli in cui i ragazzi vanno peggio; le prove che, a conti fatti, fanno abbassare il voto d’esame. A dircelo sono i dati del Miur sugli esiti dell’esame di Stato nella scuola secondaria di I grado. L’ultimo report diffuso, relativo all’anno scolastico 2015/2016, è quantomai chiaro: se la media generale (di tutte le prove) è stata di 7,6/10, isolando gli Invalsi ci si ferma a 6,9/10. Si tratta dell’unica prova - incluso il giudizio di idoneità, basato sui voti presi durante l’anno - in cui si scende sotto quota 7.

Terza media, anche i più bravi falliscono gli Invalsi; figurarsi gli altri

Una difficoltà d’approccio, quella con i test Invalsi, che non fa distinzioni. Arrancano tutti, primi della classe compresi. Basta osservare come è andata usando come parametro il voto della licenza media. Non tutti quelli che hanno preso dieci o dieci e lode sono riusciti a fare altrettanto negli Invalsi: nel primo caso solo il 44% ce l’ha fatta, nel secondo il 68%; anche se, va detto, quasi tutti i più bravi hanno preso tra l’8 e il 10 e per il gioco delle medie sono lo stesso riusciti a fare bottino pieno. Ma se hanno stentato loro, figuriamoci gli altri. Tra chi, ad esempio, è uscito con la sufficienza (6) oltre il 62% ha fallito nelle prove Invalsi: il 41% si è fermato a 5, il 21% ha fatto addirittura peggio; salvandosi solo per aver fatto meglio nelle altre prove.


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