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Infortuni causati da prodotti chimici


Nella casa d’oggi si trovano in abbondanza i prodotti chimici più disparati (medicinali e disinfettanti, antiparassitari, detersivi e smacchiatori, colori e coloranti) ed i combustibili più pericolosi (gas illuminante, gas liquido in bombole, petrolio, nafta, benzina), tutti indispensabili complementi della nostra vita quotidiana, ma anche cause di gravissimi infortuni. La presenza di questi materiali comporta essenzialmente due tipi di pericoli: ustioni intossicazioni ed avvelenamenti, dovuti sia a contatto diretto con la pelle e con gli occhi, sia ad ingestione, sia ad inalazione di gas o vapori; incendi ed esplosioni. Talvolta una stessa sostanza può presentare entrambi i pericoli: l’ossido di carbonio, ad esempio, è un gas velenoso ed infiammabile.
Per l’innata curiosità, che li spinge a toccare ed assaggiare tutto ciò che trovano, i bambini sono particolarmente esposti al rischio di ustioni, intossicazioni ed avvelenamenti da prodotti chimici. La principale norma di prevenzione consiste nel non lasciare i prodotti pericolosi a loro portata di mano e nel conservarli in luogo non raggiungibile: possibilmente un armadio chiuso a chiave.
Altra avvertenza d’ordine generale è quella di apporre sui recipienti un'etichetta grande e chiara che indichi la natura e la pericolosità del contenuto.
Inoltre, per evitare scambi ed errori sovente mortali, non bisogna conservare prodotti tossici in recipienti che servono di solito per bevande od alimenti, e non bisogna ingerire medicine o bevande al buio, fidandosi del posto abituale del flacone o della sua forma. In particolare, i medicinali ed i disinfettanti vanno usati secondo le relative istruzioni e nelle giuste dosi, tenendo conto anche del periodo di validità, indicato sovente sulla loro confezione. Per taluni di essi esistono particolari controindicazioni (es. : le uova per i sulfamidici; le bevande alcooliche per i barbiturici) o particolari pericoli (es.: il potere ustionante della tintura di iodio conservata troppo a lungo) che saranno segnalati di volta in volta dal medico o dal farmacista e potranno essere rilevati da un’attenta lettura delle istruzioni per l'uso.
Gli antiparassitari (insetticidi, anticrittogamici, erbicidi) sono tutti dotati di alto potere tossico anche per l’uomo e sono pericolosi, sia per ingestione, sia per assorbimento cutaneo. Occorre usarli con estrema prudenza, indossando, se è il caso, indumenti protettivi; lavandosi accuratamente con acqua e sapone subito dopo l’uso; riservando alla loro conservazione e preparazione recipienti ed attrezzi appositi.
A maggiore ragione si devono sempre ben lavare la frutta e la verdura irrorate con tali prodotti, e gli agricoltori devono affiggere, nei terreni trattati con antiparassitari, cartelli che segnalano il pericolo. Di regola, anzi, non si dovrebbero consumare prodotti agricoli prima che siano trascorsi 15 giorni dall’ultimo trattamento anticrittogamico.
Ovviamente gli insetticidi non devono essere usati per combattere i parassiti dell’uomo (pidocchi, pulci), poiché il loro rapido assorbimento per via cutanea ne rende l’impiego sicuramente mortale.
I detersivi (acido muriatico e solforico, soda e potassa caustica) e gli smacchiatori più efficaci (ammoniaca, acetone, benzina, etere, trielina) devono essere conservati al riparo dalla curiosità dei bambini ed usati con cautela, a causa del loro potere ustionante e corrosivo e della loro tossicità ed infiammabilità.
Le vernici, i colori, gli smalti sono pericolosi perché contengono prodotti tossici (mercurio, arsenico, cromo, piombo) e vengono inoltre disciolti con solventi fortemente infiammabili (benzolo, etere, spirito, acetone, trementina). Le operazioni di verniciatura vanno quindi compiute in piena aria, e devono essere seguite da un’accurata pulizia personale di chi le ha portate a termine.
I coloranti all'anilina, usati per tessuti, scarpe, pelletterie, sono notevolmente tossici e devono essere lasciati asciugare a dovere prima di metterli a contatto con la pelle, dalla quale vengono facilmente assorbiti.
I combustibili liquidi (petrolio, nafta, benzina, alcool) presentano soprattutto pericoli d’incendio e di esplosione. Si conservano e maneggiano quindi lontano dal fuoco o da sorgenti di calore e si tengono in recipienti ermeticamente chiusi, per impedire la diffusione nell’ambiente dei loro vapori, fortemente esplosivi.
I gas combustibili (gas illuminante e gas liquidi) abitualmente impiegati nelle nostre case rappresentano uno dei maggiori pericoli presenti in esse (x).
II gas illuminante contiene ossido di carbonio, molto tossico ed anche insidioso, perché inodoro ed in grado di attraversare materiali porosi di un certo spessore (muri). Perciò il gas illuminante viene « odorizzato » con appositi composti, che permettono di avvertirne la presenza in caso di fughe. Inoltre esso, mescolato con l’aria, forma un miscuglio esplosivo capace di accendersi per un nonnulla: basta la brace di una sigaretta, la scintilla di un interruttore o quella di un campanello.
Bisogna quindi prendere ogni precauzione per impedire fughe dalle tubazioni o dagli apparecchi a gas (fornelli, forni, scalda-acqua, stufe), curando la buona installazione e manutenzione di questi ultimi e controllandoli durante l’uso, per evitare lo spegnimento della fiamma. Volendo, si può fare applicare agli apparecchi stessi un dispositivo automatico di sicurezza, che provveda a riaccendere immediatamente la fiamma, se questa dovesse spegnersi.
Sempre per difendersi dall’ossido di carbonio, prodotto dalla combustione incompleta del carbon fossile, è necessario sorvegliare funzionamento e tiraggio delle stufe e delle canne di riscaldamento, ed occorre evitare di lasciare bracieri accesi, specie di notte, nelle stanze di abitazione.
I gas liquidi compressi in bombole metalliche sono meno nocivi alla respirazione di quanto lo sia il gas illuminante; tuttavia in forte quantità sono anch’essi mortali e sono inoltre altamente esplosivi.
Altro grave pericolo è lo scoppio della bombola, dovuto generalmente alla dilatazione provocata dal calore. Le bombole di gas non vanno quindi mai sistemate troppo vicino agli apparecchi utilizzatori, che sviluppano calore, e devono essere protette anche dai raggi del sole.
Una disposizione di legge prescrive oggi di sistemarle, come i contatori del gas, in appositi vani a muro esterni alla cucina, dove generalmente si trovano gli apparecchi da esse alimentati.
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